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    Industrial Internet/IOT

    Leopoldo Angrisani

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    BL’Internet of Things è una delle applicazioni più vaste del paradigma 4.0, e anche una delle meno capite. L’idea di collegare tra loro le macchine può sembrare troppo complicata, oppure viceversa un po’ limitata, ma la comunicazione diretta tra macchine è qualcosa di molto più profondo, con implicazioni molto interessanti anche per le MPMI più tradizionali. Partiamo dalla base, ossia dai quattro elementi che l’IoT mescola, e che sommati ci consentono di ottenere grandi benefici per le attività imprenditoriali: i sensori, i dati, le applicazioni, i processi. I sensori sono ormai diffusissimi su macchinari di ogni dimensione: i costi di produzione e il loro fabbisogno energetico sono bassissimi. Dotare un macchinario di sensori, ci permette di raccogliere dati, ma anche di trattarli e classificarli, e addirittura di far svolgere operazioni specifiche al macchinario da remoto. I sensori, appunto, permettono la raccolta di dati di vario tipo, che possono essere poi trattati tramite algoritmi, e utilizzati proficuamente attraverso applicazioni specifiche. È possibile intervenire sui processi, per ottimizzarli e potenziarli, consentendo agli operatori, agli analisti e alle macchine stesse di prendere decisioni in maniera più consapevole. 

    Leopoldo Angrisani
    Professore Ordinario di Misure Elettriche ed Elettroniche e Direttore Generale di CeSMA - Centro di Misurazione Avanzata e Servizi Tecnologici presso l’Università di Napoli Federico II. La sua attività di ricerca è attualmente incentrata su misurazioni per IoT e Industry 4.0, sistemi di misurazione THz, sistemi di comunicazione e test e misura di reti e misurazioni basate sulla campionatura di compressione.