Romano Màdera. La risurrezione nel percorso psicoanalitico

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Intervista a Romano Màdera,  realizzata da Rai Filosofia durante la 2^ edizione del Kum! Festival, manifestazione diretta da Massimo Recalcati, tenutasi dal 18 al 21 ottobre 2018 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona.

 

Nel filmato una serie di riflessioni di Màdera sul tema del festival Risurrezioni e sulle possibili declinazioni del termine come grande simbolo del percorso psicoanalitico.

Vivere è continuare a risorgere. Nella vita di ognuno di noi ci sono dei momenti di crisi, e la crisi non è soltanto un fenomeno negativo ma un momento di sviluppo, che le società tradizionali segnalavano attraverso i riti di passaggio, come la nascita, la pubertà, il matrimonio, la generazione dei figli.
Il simbolo cristico è molto potente e la parola Kum, che è la parola del Festival, che significa “alzati”, indica la possibilità di risorgere. Rialzarsi, rimettersi in cammino e l’immagine più potente è il simbolo dell’apparizione del Cristo risorto agli apostoli quando si mostrano le piaghe, che può essere letto in forma simbolica:
 la vita risorta non è la negazione del dolore e del male, ma ne porta per l’eternità le inevitabili cicatrici. Si tratta però solo di cicatrici, un passato simbolico dove siamo appunto passati senza rimanerci dentro, non siamo rimasti nel sepolcro ma siamo risorti.  Questo comporta anche una grande apertura della mente e del cuore nella quale c’è la salvezza: anche la morte può essere altra cosa se mi sono educato e ho cercato di superare l’incentramento nel mio io.  
 

Romano Màdera già professore ordinario di Filosofia Morale e di Pratiche Filosofiche presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca, in passato ha insegnato anche all'Università della Calabria e all'Università Ca' Foscari di Venezia.
Fa parte delle associazioni di psicologia analitica AIPA (italiana) e IAAP (internazionale), del Laboratorio Analitico delle Immagini (LAI, associazione per lo studio del gioco della sabbia nella pratica analitica) e della redazione della Rivista di Psicologia Analitica.
E’ uno dei fondatori dei Seminari Aperti di Pratiche Filosofiche e della Scuola Superiore di Pratiche Filosofiche “Philo”. Ha chiamato la sua proposta nel campo della ricerca e della cura del senso “analisi biografica a orientamento filosofico” formando la società degli analisti filosofi (SABOF). Docente per la Scuola in abof di Philo nel percorso "Le pratiche filosofiche e l'analisi biografica a orientamento filosofico" e della Scuola Mitobiografica. È responsabile organizzativo della Scuola in Abof e del centro culturale di Philo. Tra le sue pubblicazioni: Identità e feticismo (1977); Dio il Mondo (1989), L'alchimia ribelle (1997); C. G. Jung. Biografia e teoria (1988); L'animale visionario (1999); La filosofia come stile di vita (con L.V. Tarca); Il nudo piacere di vivere (2006), La carta del senso. Psicologia del profondo e pratica filosofica (Cortina, 2013), Approaching the Navel of the Darkened Soul. Depth Psychology and Philosophical Practices (Ipoc, 2013), Una filosofia per l'anima. All'incrocio di psicologia analitica e pratiche filosofiche (a cura di Chiara Mirabelli, Ipoc 2013), Carl Gustav Jung (Feltrinelli, 2016); Il caos del mondo e il caos degli affetti (con G. Cappelletty, 2020). Ha scritto un saggio nel libro collettivo: Qual è il tuo mito? Mappe per il mestiere di vivere (a cura di S. Fresko e C. Mirabelli, con scritti di I. Carlot, M. Diana, R. Màdera, M. Montanari, I. Paterlini e delle due curatrici) (Mimesis 2016).