Emanuele Severino. Orestea - Al centro del vortice

La filosofia sommo riparo al terrore della morte

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Per i festeggiamenti in onore dei 90 anni di Emanuele Severino l’Associazione di Studi Emanuele Severino e il Centro Teatrale Bresciano hanno organizzato il 2 marzo 2019, al Teatro Sociale di Brescia, una mattinata dedicata al filosofo bresciano, pensatore e intellettuale tra i più rilevanti del panorama italiano ed europeo: Orestea / Al centro del vortice. L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Brescia
Severino nel 1985 tradusse l’Orestea di Eschilo per Rizzoli e il testo fu utilizzato da Franco Parenti e Andrée Ruth Shammah per la storica messa in scena della trilogia eschilea nel 1986. Alla traduzione fece seguito Il giogo, il fondamentale saggio sulla figura e l’opera di Eschilo edito da Adelphi nel 1989.
L’omaggio a Emanuele Severino si è aperto con i saluti istituzionali del Sindaco di Brescia Emilio Del Bono, della Presidente del Centro Teatrale Bresciano Camilla Baresani Varini e del prof. Vincenzo Milanesi, Presidente dell’Associazione e già Rettore dell’Università di Padova, cui sono seguiti A seguire gli interventi del prof. Giulio Goggi, e di Ines Testoni, co-Vicepresidente dell’Associazione Severino, moderati dal Consigliere ASES Claudio Bragaglio.
Poi la rappresentazione teatrale: un cast di 13 attori ha dato voce ad alcuni dei passi più significativi della trilogia eschilea. L’antologia di passi, selezionata dallo stesso Severino, ha visto protagonisti alcuni tra i maggiori artisti della scena italiana come Ottavia Piccolo, Graziano Piazza, Federica Fracassi e Fausto Cabra, accompagnati da un coro di 9 giovani attrici e attori: Alessandro Bandini, Fabrizia Boffelli, Monica Ceccardi, Alessandro Mor, Marta Ossoli, Antonio Palazzo, Silvia Quarantini, Alessandro Quattro, Anna Scola.
A curare la regia e la mise en espace delle letture è stato Andrea Chiodi, giovane regista tra i più talentuosi della nuova scena italiana.
Un momento di grande teatro che ha visto anche la partecipazione della regista Andrée Ruth Shammah, che ha portato una testimonianza diretta e appassionata del lavoro svolto negli anni con il grande filosofo, nel solco del sodalizio artistico avviato da Franco Parenti.
Emanuele Severino, che ha chiuso con il suo intervento la mattinata, è stato intervistato da Rai Cultura sul significato filosofico dell’opera di Eschilo. In Eschilo la sfolgorante potenza del linguaggio tragico si unisce a una gigantesca potenza del pensiero. Eschilo è sommo tragico, proprio perché è sommo filosofo. La filosofia, di cui egli è uno dei primi a parlare, a coglierne il senso, predispone lo spazio in cui può sorgere quella coscienza tragica del dolore e della morte che i Greci per primi hanno portato alla luce e in cui noi continuiamo a trovarci.

Dall’introduzione di Emanuele Severino:

«[…] Ma l’estremo terrore spinge alla ricerca della salvezza, del rimedio, del farmaco. Nella storia dell’Occidente, ogni salvezza tenterà sempre di essere il rimedio a quel terrore, a quella minaccia – che sono questi, in cui noi stessi ci troviamo. Ma i più antichi pensatori greci – e quindi anche Eschilo – rimangono coloro che se per primi hanno evocato il culmine della minaccia, del terrore e del dolore, per primi hanno anche preparato il sommo riparo.
Il sommo riparo! I più antichi pensatori greci, e quindi anche Eschilo, lo nominano con molte parole, tra le quali c’è anche la parola ‘filosofia’. Eschilo non la pronuncia (ma è anche pressoché assente dal più antico linguaggio filosofico). Ma Eschilo guarda l’essenza della filosofia. Il sommo riparo è il pensiero non smentibile, il pensiero vero, che rivolgendosi al Tutto ne scorge il Fondo eterno, eternamente salvo dal niente, dalla nascita e dalla morte, alle quali sono sottoposte le cose del mondo. Questo Fondo del Tutto, che (dice Aristotele) è ‘sempre salvo’, ‘il dio’, ‘il divino’, ‘Zeus’. Nel primo canto, intorno all’ara il coro innalzerà l’inno a Zeus: «Zeus, chiunque egli sia, a lui mi rivolgo con questo nome». L’essenza di ciò che è stato chiamato ‘filosofia’ – e che Eschilo chiama ‘la piena sapienza’, ‘il culmine della sapienza’ – diviene in questo inno trasparente a se stessa. Il sommo riparo è appunto questa essenza.

«Dalla salute della mente sorge la felicità che è cara a tutti e che tutti intensamente ricercano…».
Il sommo riparo dal culmine dell’angoscia è la ‘verità’, la ‘salute della mente’. Non smentibile e non alterabile, la verità del Tutto è la Legge immutabile alla quale deve adeguarsi ogni evento. È la Previsione stabile e ferma che anticipa il senso di ogni cosa e lo trattiene anche quando le cose si annientano. Se il movimento dell’uscire e del ritornare nel niente è governato da una Legge immutabile, lo smarrimento della morte e l’imprevedibilità del futuro diventano sopportabili…].


ORESTEA / AL CENTRO DEL VORTICE 
A cura di
Associazione di Studi Emanuele Severino
Centro Teatrale Bresciano
Sabato 2 marzo 2019
Teatro Sociale di Brescia

 
Letture dall’Orestea
con Ottavia Piccolo, Graziano Piazza, Federica Fracassi, Fausto Cabra
e con Alessandro Bandini, Fabrizia Boffelli, Monica Ceccardi, Alessandro Mor, Marta Ossoli, Antonio Palazzo, Silvia Quarantini, Alessandro Quattro, Anna Scola
coordinamento registico Andrea Chiodi
conclusioni Emanuele Severino

Emanuele Severino (1929 - 2020) è stato uno dei maggiori filosofi del XX secolo. Accademico dei Lincei, ha collaborato per decenni con il “Corriere della Sera”. Ha offerto un’interpretazione della filosofia che sottolinea lo scacco del pensiero metafisico da Platone a Nietzsche e Heidegger. Per superare le aporie nichilistiche della tradizione metafisica evidenti anche nel discorso moderno della tecnica, ha promosso un ritorno a una filosofia dell’Essere che escluda rigorosamente il non-essere e il divenire. Fra le sue opere recenti: Dialogo su diritto e tecnica (con N. Irti, Roma-Bari 2001); Discussioni intorno al senso della verità (Pisa 2009); L’identità del destino. Lezioni veneziane (Milano 2009); Il destino della tecnica (Milano 2009); Democrazia, tecnica, capitalismo (Brescia 2009); Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia (Milano 2011); La potenza dell’errare. Sulla storia dell’Occidente (Milano 2013); In viaggio con Leopardi. La partita sul destino dell’uomo (Milano 2015); Dike (Milano 2015); Storia, gioia (Milano 2016); Il tramonto della politica. Considerazioni sul futuro dell’uomo (Milano 2017); Dispute sulla verità e la morte (Milano 2018). La Casa Editrice Adelphi pubblica la collana “Scritti di Emanuele Severino”.