Elena Pulcini. Responsabilità

Una parola chiave per interpretare il futuro

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Elena Pulcini, intervistata in occasione della XVIII edizione dei Dialoghi di Trani, che si è tenuta dal 17 al 22 settembre 2019, parla di responsabilità. 
Si tratta di un concetto che nasce nel XVIII secolo, perché la responsabilità non esiste senza la libertà, ma nello stesso tempo è una sorta di limite alla libertà stessa. Responsabilità è, però, anche rispondere a qualcuno ed implica pertanto l’elemento della relazione. La Pulcini cita Günther Anders, che nel libro L’uomo è antiquato, cerca di attraversare le grandi sfide del nostro tempo e Hans Jonas che nel saggio Il principio di responsabilità affronta i temi della crisi ecologica e della sfida nucleare. Secondo questi autori,

non possiamo più limitarci all’etica kantiana del rispetto perchéper la prima volta fa irruzione il concetto di futuro e le grandi sfide globali, in particolare l’ecologia e il nucleare, mettono fortemente a rischio la possibilità stessa del futuro. Qui si pone sul piano etico il tema della responsabilità che vuol dire farsi carico di questa grande inedita sfida che riguarda in prima istanza le generazioni future.

C’è un nesso tra responsabilità e sostenibilità che ci chiama in ballo anche sul piano individuale. Oggi non possiamo più soltanto delegare, come facciamo con il voto, ma dobbiamo farci carico in prima persona di quello che sta succedendo, se non vogliamo rischiare di perdere il futuro. Stiamo rischiando la perdita del mondo, come diceva Hannah Arendt e oggi ci si chiede come sia possibile che l’azione umana sia sfociata in questo paradosso incredibile, che è quello di aver creato le condizioni della propria distruzione. 


Quello che abbiamo perso in maniera evidente è il senso del limite e sia Jonas che Günther Anders usano a questo proposito una metafora eloquente, riferendosi alla figura mitica di Prometeo: Jonas parla di Prometeo scatenato, Anders di prometeo pervertito. Prometeo ruba la tecnica agli Dei per darla agli uomini e questo è un dono avvelenato perché gli uomini non hanno saputo usarla e hanno perso l’idea stessa dell’origine, il fatto che veniamo da qualcun altro. Ed è questo che dovrebbe restituirci il senso del limite, che non è inteso in senso costruttivo ma è il limite che io stesso decido di darmi nella misura in cui l’eccesso di libertà si traduce in hybris e quindi lede in prima istanza me stesso. Jonas parla di mondo vivente e oggi è in discussione non solo l’umanità ma l’intero pianeta, l’intero mondo vivente, che noi abbiamo devastato. Noi dobbiamo agire adesso per tentare di rimediare e siamo tutti chiamati a raccolta, singoli e istituzioni. Si parla di migrazione oggi ignorando che quando arriveranno i migranti ecologici ci troveremo davanti ad un vero e proprio fenomeno biblico, che non avrà paragoni con quello che succede adesso. Noi non sappiamo quello che sta succedendo ma è come se rimuovessimo il problema. 

La responsabilità diventa fondamentale anche nelle piccole azioni quotidiane: è necessario passare dalla responsabilità alla cura. La responsabilità è un concetto che rischia di essere astratto se non ne recuperiamo l’elemento affettivo, che è la cura, che si traduce nella capacità e nell’impegno di farci carico quotidianamente delle cose, che dovremmo cominciare ad assimilare come forma di vita: la cura è un valore rivoluzionario. 



Elena Pulcini è professoressa di Filosofia sociale presso l’Università di Firenze. Attenta al tema delle passioni e del soggetto moderno (con un focus anche sul soggetto femminile), delle patologie sociali della modernità e delle trasformazioni del legame sociale, ha proposto di recente una filosofia della cura per l’età globale. Tra i suoi lavori, alcuni dei quali tradotti nelle principali lingue europee: L’individuo senza passioni. Individualismo moderno e perdita del legame sociale (Torino 2001); Il potere di unire. Femminile, desiderio, cura (Torino 2003); La cura del mondo. Paura e responsabilità nell’età globale (primo Premio di Filosofia “Viaggio a Siracusa”, Torino 2009); Invidia. La passione triste (Bologna 2011); Cura ed emozioni. Un’alleanza complessa (con S. Bourgault, Bologna 2018). Ha partecipato e partecipa a trasmissioni culturali radiofoniche e televisive.