Eugenio Mazzarella. Calo demografico e crisi dell'Europa

Una crisi di civiltà

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Eugenio Mazzarella, intervistato il 24 ottobre 2019 nella sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, parla della crisi demografica e di civiltà dell'Europa.
Gli europei che tra il XIX e XX secolo costituivano il 22 per cento della popolazione mondiale, mentre oggi sono il 10 per cento e a fine secolo scenderanno al 7 per cento. Al contrario India, Cina e Africa avranno un’espansione della popolazione, e a fine secolo, per esempio, gli africani costituiranno il 25 per cento della popolazione mondiale con una conseguente crisi socioeconomica. Per mantenere in piedi la società europea con i suoi standard noi avremo bisogno di un rimpiazzo popolazionale. 
Noi avvertiamo che al fondo di questa crisi non c’è solo il dato socioeconomico, ma che questa crisi demografica è fondamentalmente una crisi di civiltà e una riflessione su questa crisi è necessaria per impedire uno scontro di civiltà. È la crisi di un modello di civilizzazione che noi abbiamo il dovere di rivendicare, di cui dobbiamo essere orgogliosi. Ma la crisi della civiltà europea è la crisi dei suoi valori fondativi, faticosamente conquistati, che sono i valori liberaldemocratici. La civiltà europea ha portato nel mondo l’economia di mercato, la scienza e la  tecnica e i valori democratici. 

L’Europa resta nella storia delle civilizzazioni conosciute la più grande piattaforma di diritti che si sia mai vista, diritti pensati e prodotti da noi europei e dall'Europa le altre civilizzazioni hanno assimilato noi scienza, tecnica, economia e mercato, che oggi gestiscono meglio di noi senza il sovracosto demopcratico.  

La crisi glogale è una crisi occidentale,  in cui nella ricchezza che si produce noi abbiamo sempre meno rendite rispetto al passato e il problema è abitare questo mondo multipolare. Siamo in una crisi di civiltà nella nostra possibilità di contribuire in termini cooperativi e non conflittuali al mondo di domani, un mondo che alla fine di questo secolo vedrà stabilizzate le tre grandi transizioni che ci sono in essere, la transizione democratica, quella economica e quella politica. Se la piattaforma europea avrà la capacità di avere una voce compatibile con le altre grandi piattaforme avremo un mondo multipolare nel quale diminuiranno i conflitti. 



Eugenio Mazzarella insegna filosofia teoretica all’Università Federico II di Napoli. È stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo fredericiano e deputato al Parlamento nella XVI legislatura. Tra i principali interpreti nel panorama internazionale di Heidegger e Nietzsche, cui ha dedicato studi che sono diventati un punto di riferimento, è venuto elaborando una sua autonoma riflessione sulla tecnica e l’antropologia che ne consegue che in Vie d’uscita. L’identità umana come programma stazionario metafisico (Il melangolo, Genova 2004; edizione spagnola, La identidad humana como programa estacionario metafísico, Tirant humanidades, Valencia 2016) ha trovato una sua peculiare formulazione nel senso di un’etica della misura come chiave dell’agire tecnico. In questo senso si muovono anche le sue riflessioni su bioetica, politica, valori (Sacralità e vita, Guida, Napoli 1998; e Vita politica valori, Guida, Napoli 2010). Apprezzato poeta ha pubblicato diverse raccolte, di cui l’ultima, Anima madre, nel 2015, per ArtstudioPaparo di Napoli.