Carlo Sini. Manlio Sgalambro

Una filosofia aristocratica

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Carlo Sini parla del filosofo Manlio Sgalambro (Lentini 1924 – Catania 2014). Sgalambro è l’esempio molto bello di una filosofia non accademica ma di un nobiluomo che leggeva la tradizione aristocraticamente, cosa del tutto naturale perché la filosofia è aristocratica, è fatta per le anime grandi che hanno tempo per questioni che in generale interessano a pochi. Sgalambro partiva da una sua visione etica del mondo, dall’esperienza viva del suo tempo letta in maniera pessimistica, amara e da questa amarezza traeva la convinzione che si dovesse ricostituire una scala di valori. 

Sgalambro vedeva la devastazione di una cultura di massa ormai completamente asservita a ragioni economiche, ridotta a merce, con intellettuali ridotti a promotori di merci, mentre il chierico, figura cara a Sgalambro, è un’altra cosa, ma l’ultimo chierico, secondo Sini, fu Giordano Bruno. Con Cartesio nasce la scienza, che è costruttiva di rapporti di potere del tutto sganciati dall’etica generale della vita e i chierici lasciano il posto agli intellettuali.  


Carlo Sini, già professore di Filosofia teoretica presso l’Università Statale di Milano, è membro dell’Accademia dei Lincei. Studioso del pragmatismo americano e della fenomenologia, ha sviluppato un rilevante approccio teorico ai legami tra filosofia e scrittura, con particolare riguardo all’alfabeto greco inteso come forma logica del pensiero occidentale. Negli ultimi anni si è dedicato a un’ampia sistemazione “enciclopedica” del sapere filosofico che lo ha condotto a discutere i temi della pratica tra etica, politica ed economia. Tra i suoi libri: Il comico e la vita (Milano 2003); Figure dell’enciclopedia filosofica. Transito verità (Milano 2004-2005, in 6 voll.: 1: L’analogia della parola: filosofia e metafisica; 2: La mente e il corpo: filosofia e psicologia; 3: Origine del significato: filosofia ed etologia; 4: La virtù politica: filosofia e antropologia; 5: Raccontare il mondo: filosofia e cosmologia; 6: Le arti dinamiche: filosofia e pedagogia); Archivio Spinoza. La verità e la vita (Milano 2005); Del viver bene: filosofia ed economia (Milano 2005); Distanza un segno: filosofia e semiotica (Milano 2006); Eracle al bivio. Semiotica e filosofia (Torino 2007); Da parte a parte. Apologia del relativo (Pisa 2008); L’uomo, la macchina, l’automa: lavoro e conoscenza tra futuro prossimo e passato remoto (Torino 2009); L’Eros dionisiaco (Milano 2011); Scrivere il silenzio: Wittgenstein e il problema del linguaggio (Roma 2013); Spinoza (Milano 2013); La solidarietà delle pratiche (Milano 2014); Il profondo e l’espressione (Milano 2014); Il pensiero delle pratiche (Milano 2014); Reale, più-che-reale, virtuale (Milano 2014); Figure di verità (Milano 2014); Enzo Paci: Il filosofo e la vita (Milano 2015); Inizio (Milano 2016); Trittico (Milano 2018); Lo specchio di Dioniso. Quando un corpo può dirsi umano? (con C.A. Redi, Milano 2018); Dante (Nocera Inferiore SA 2019); Il gioco della verità. Semiotica ed ermeneutica: 1\2 (Milano 2019).