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Governare la tecnica

Franco Ferrarotti. Innovazione tecnologica e valori umani

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Il sociologo Franco Ferrarotti parla del rapporto tra l’uomo e la tecnica. Oggi viviamo in un mondo nel quale la tecnica, che è una perfezione funzionale priva di scopo, è diventata la componente fondamentale dominante su tutta la vita sociale. Ma, mentre la macchina dovrebbe servirci noi sempre di più finiamo per servire la macchina, come nella figura hegeliana del servo padrone: l’uomo che è il padrone della tecnica finisce per diventarne il servo, dal momento che con la tecnica si può fare a meno del lavoro umano. Bisogna quindi recuperare la grande saggezza degli antichi greci e romani, racchiusa in detti come “nulla in eccesso” e “affrettati lentamente”, ossia nel momento in cui ti affretti interrogati. E interrogandoci sul concetto di intelligenza artificiale possiamo comprendere che si tratta di una contraddizione in termini: l’intelligenza non può essere artificiale perché l’intelligenza (dall’etimo “guardare dentro”) significa coscienza. 
La soluzione non è negare il progresso, ma avere il senso del limite, resistendo all’eccesso di informazioni e di stimoli che impedisce soprattutto ai giovani di fissare il proprio progetto di vita e che conduce alla disumanizzazione. Oggi c’è una prevalenza della perfezione della tecnica sull’imperfezione umana, che in quanto imperfezione è la spia preziosa dell’umanità essenziale in quanto imprevedibilità, sorpresa, stupefazione. Il grande problema di oggi è che la tecnica non è governata, dobbiamo scoprire, governando la tecnica, in nome dell’interesse pubblico, l’umanità degli esseri umani. 
Sul concetto di intelligenza artificiale e sulla necessità di coniugare l’innovazione tecnologica con i valori umani, il riconoscimento delle diversità e la riduzione delle disuguaglianze intervengono l’avvocato Michele Gerace, ideatore della Scuola sulla Complessità e la sociologa Alessandra Sannella, allieva di Ferrarotti.