Luigi Miraglia. Le radici dell'Europa 

Civiltà classica e cristianesimo

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Il latinista e filologo classico Luigi Miraglia parla delle radici culturali dell’Europa, che sono complesse ed intrecciate. La radice grecolatina è fondamentale, per cui la decisione di molti Paesi europei di abolire gli studi classici, non solo nelle scuole ma persino nelle università, non può che definirsi sciagurata. La recisione di questa radice produce uno smarrimento di uomini che avvertono di vivere non saldamente collocati in una loro posizione, derivante da uno sviluppo storico secolare, ma che si sentono come nelle sabbie mobili, come avrebbe detto Bauman, in una società liquida. 

Questo produce una profonda paura e diffidenza nei confronti delle altre civiltà, perché lì dove noi non sappiamo dove sono i nostri confini non possiamo neanche riconoscere i confini degli altri e quindi non possiamo accogliere con amore gli altri popoli in uno scambio fecondo tra esperienze culturali diverse. 

Si tratta di una questione di consapevolezza e coscienza della propria storia, che serve proprio per comprendere dove sono le radici comuni dell’umano e quindi per aprirsi ad un’idea cosmopolita di un corpo unitario di tutta l’umanità. 

Il cristianesimo è una fondamentale tappa del progresso dello Spirito umano, che ci porta dalla μῆνις dell’Iliade, l’idea furiosa di uno spirito folle e bellicoso, ad un’idea di un perdono non solo degli amici, ma addirittura dei nemici. L’imperativo “ama il tuo nemico” è la forza morale più alta e forse inattingibile, come sosteneva Nietzsche, alla quale il genere umano è potuto arrivare. 

Il dibattito sulle radici cristiane dell’Europa si sarebbe dovuto inserire in un più ampio quadro delle radici di tutta l’Europa, quelle per le quali come diceva Benedetto Croce, che era un laico, non possiamo non dirci cristiani. 
Miraglia ricorda che il grande umanista Giovanni Pugliese Carratelli, interrogato su quali libri avrebbe salvato in caso di un cataclisma, non esitò a dire che il primo sarebbe stato il Vangelo di Giovanni. 




Luigi Miraglia ha conseguito la laurea in Lettere classiche presso l’Università di Napoli “Federico II”, con una tesi di letteratura cristiana antica. Ha poi conseguito il dottorato in Filologia classica presso l’Università di Salerno, con un lavoro sulla storia della didattica delle lingue classiche dal III al XVIII secolo. Ha insegnato nei licei di Stato, nella Scuola di specializzazione all’insegnamento dell’Università di Salerno e nella Pontificia Università Salesiana. Ha fondato l’Accademia Vivarium novum nel 1991 e nel 1998, su impulso di Gerardo Marotta e Giovanni Pugliese Carratelli, ha avviato il progetto di un Campus internazionale per giovani di tutto il mondo, che ha oggi la sua sede nella borrominiana Villa Falconieri di Frascati. Dirige l’Accademia, dove insegna letteratura neolatina (sec. XIV-XVIII). Ha partecipato a numerosi simposi e progetti culturali in diversi Stati d’Europa, d’America e d’Asia e ha organizzato e diretto importanti convegni internazionali come “Latino sì, ma non così” (Procida-Vivara, 1991), “Docere” (Napoli-Montella, 1998), “Humanitas” (Napoli, 2007), “Litterarum vis” (Szeged-Budapest, 2008), “Monumenta viaeque” (Roma, 2010), “Humanitas renascens” (Roma 2014), “Virtus contra furorem” (Roma 2015), “Posse renasci” (Roma 2016), “Patria diversis gentibus una” (Roma 2017), “Homo ludens” (Roma 2018), “Communis hereditas” (Roma 2019), “Dignitas hominis et humanitatis officia” (Roma 2019), “Humani generis concordia” (Roma 2019), “Natura naturans” (Roma 2019), “Magnum miraculum homo” (Roma 2019) e “Global forum on the promotion of humanism through classical education” (Hangzhou, Cina, 2019). È autore di vari libri e articoli, prevalentemente sull’insegnamento del latino e del greco, sulla storia della didattica, sulla letteratura neolatina; è direttore della rivista «Mantinea» e membro ordinario dell’Academia Latinitati Fovendae e della Pontificia Academia Latinitatis.