Giacomo Marramao. Fronteggiare un tempo di tempesta

Riflessioni sul presente

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Giacomo Marramao, intervistato nel febbraio del 2021, parla del tempo che srtiamo vivendo, che definisce un tempo di tempesta.
La filosofia nasce, secondo la definizione socratica, come sapere di non sapere, per cui per i filosofi c’è anche un tempo per tacere e la stessa scienza, che è sperimentazione, va avanti per tentativi ed errori. 
L’avere un solo termine nella lingua latina per indicare il tempo atmosferico e il tempo cronologico è un segno di straordinaria saggezza, che la lingua latina ha dimostrato in molte occasioni, ossia l’idea che non si dà tempo se non all’interno di una congiuntura, quello che Machiavelli, che è stato il primo teorico della congiuntura, in politica aveva colto perfettamente.  

La storia per Machiavelli è un succedersi di congiunture, non di processi lineari, di contesti che possono essere armonici ma anche tempestosi. 

Il virus nasce dalla violenza estrattiva che l’antropocene, ossia l’azione umana, ha esercitato sugli equilibri dell’ecosistema, sconvolgendo i contesti di vita di molti animali e determinando il fenomeno del salto del virus dall’animale all’uomo.

Dobbiamo fronteggiare politicamente un tempo di tempesta.

Giacomo Marramao è professore emerito dell’Università di Roma Tre, presso cui ha insegnato Filosofia teoretica e Filosofia politica. Dirige la Fondazione Basso ed è membro del Collège International de Philosophie di Parigi. Presso Bollati Boringhieri sono usciti Dopo il Leviatano. Individuo e comunità (2000, n. ed. 2013), Passaggio a Occidente. Filosofia e globalizzazione (2003, n. ed. 2009), premio Pozzale-Luigi Russo, Potere e secolarizzazione. Le categorie del tempo (2005), La passione del presente. Breve lessico della modernità-mondo (2008) e L’esperimento del mondo. Mistica e filosofia nell’arte di Fabio Mauri (2018).