Antonio Gargano. Dal Gruppo Gramsci all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici 

Un sapere per l'emancipazione dell'umanità

Antonio Gargano, docente di Storia della Filosofia all'Università Suor Orsola Benincasa, intervistato a Napoli nell’ottobre 2019, nella sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, parla del Gruppo di studio Antonio Gramsci, fondato nel 1948 da Guido Piegari e Gerardo Marotta.  
Nel 2019 è stato pubblicato dall'editore FrancoAngeli il libro di Tommaso Russo, Il dissenso meridionale e il Gruppo di studio Antonio Gramsci e sempre nello stesso anno nella Biblioteca Nazionale di Napoli sono stati depositati di archivi di Ennio Galzenati e Ugo Feliziani, che del Gruppo Gramsci furono tra i principali animatori, che permettono di ricostruire questa storia rimasta finora enigmatica. 

Il Gruppo Gramsci, composto da giovani studiosi e studenti universitari, si distinse per il rilievo delle proprie iniziative e per il complesso e problematico rapporto avuto con i quadri dirigenziali del Pci napoletano (all’epoca rappresentato da Giorgio Amendola, Salvatore Cacciapuoti e Mario Alicata, e con il supporto di all’epoca giovani uomini politici come Gerardo Chiaromonte e Giorgio Napolitano) che avrebbe poi portato all’imposizione dello scioglimento del gruppo.
Tommaso Russo 

Il Gruppo Gramsci nei primi anni Cinquanta si contrappone al PCI sulla questione meridionale, giudicando la piattaforma di rivendicazione del meridionalismo come una piattaforma democratica vaga, alla quale si contrapponeva in nome del marxismo in senso stretto. Ma lanche il marxismo non è visto dai giovani del Gruppo come uno strumento adeguato per la comprensione del mondo contemporaneo, per la quale bisogna ricorrere a tutta la tradizione, non solo filosofica ma anche scientifica. 

Il grande accumulo di sforzi teorici del Gruppo Gramsci non va però disperso con il suo scioglimento, ma è un fiume carsico, che riemerge nel 1968 con la nascita della Sinistra universitaria napoletana, un centro di elaborazione teorica di primissimo ordine. Ma anche la Sinistra universitaria a un certo punto si dissolve, dopo le bombe di Piazza Fontana, per la consapevolezza di non poter più agire per la trasformazione della realtà, ma ancora questo fiume carsico, che Gargano definisce socratismo napoletano, riemerge nel 1975 con la fondazione dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, da parte dello stesso Avvocato Gerardo Marotta, che mette Napoli al centro della cultura internazionale e che risente dell’influenza sia del Gruppo Gramsci sia della Sinistra universitaria. 

L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici nasce proponendosi di sintetizzare tutte le maggiori tradizioni di pensiero per arrivare a nuove categorie emancipative. Affianco al discorso filosofico, Marotta pone la scienza, i risultati delle scienze naturali, sempre sulla base del fatto che il Gruppo Gramsci rivendicava alla scienza una funzione primaria.

Il fondatore Guido Piegari era un medico biologo ed Ennio Galzenati era un fisico, per cui Marotta dal 1975 chiama a Napoli i più grandi scienziati  del mondo, Premi Nobel come Ilya Prigogine o John Archibald Wheeler, sostenendo che 

le scienze devono essere un punto di riferimento anche per la filosofia, per coltivare un sapere che dia degli strumenti di comprensione ai fini dell’emancipazione dell’umanità contemporanea.