Umberto Curi. La morte del tempo

Saturno devorando a su hijo di Francisco Goya

Umberto Curi, intervistato nel maggio 2021, parla del suo saggio La morte del tempo, pubblicato nel 2021 da Il Mulino nella collana Icone, diretta da Massimo Cacciari, che raccoglie contributi che evidenziano il contenuto di pensiero che è possibile rilevare come espressione di grandi capolavori della tradizione figurativa occidentale.   
L’idea che è alla base del volume nasce da un dialogo tra l’autore e Massimo Cacciari, che avevano inizialmente scelto come icona l’acquaforte del pittore inglese William Hogarth  (Londra, 1697 - 1764)  intitolata The Bathos, che raffigura il tempo morente. Ma se l’opera di Hogarth poteva apparire idonea per mettere in evidenza l’aspetto di autoconsumazione, esso lasciava però in ombra altri aspetti importanti per una riflessione filosofica sul tempo, che assumesse come punto di riferimento un’opera d’arte figurativa. Pertanto, la scelta definitiva di Curi, condivisa da Cacciari, è caduta sul quadro del pittore spagnolo Francisco Goya (Fuendetodos, 1746 – Bordeaux, 1828), Saturno devorando a su hijo, che fa parte delle Pinturas negras, ciclo pittorico che secondo alcuni segna l’inizio dell’arte contemporanea. Si tratta di un progetto figurativo inconsueto e originale anche rispetto al resto della produzione artistica di Goya, che può trovare la sua derivazione  nella serie degli ottanta Caprichos eseguiti negli anni Novanta del XVIII secolo o nelle incisioni Los desastres de la guerra

Si tratta di una rappresentazione inquietante nella quale Goya ha lasciato una sorta di testamento o di messaggio alla posterità. Dopo un lunghissimo periodo in cui ha agito come tempo divoratore, come personaggio legato all’inarrestabile consecuzione dei tempi, Saturno è egli stesso “consummatum”. Una vicenda carica di enigmi, come aveva sottolineato Baudelaire in riferimento alle Pinturas negras, enigmi carichi di una forte impronta suggestiva. 

Si può fare un parallelo tra l’acquaforte del pittore inglese William Hogarth  e il Saturno di Goya. Se nel The Bathos prevale una immane ruina che tutto travolge portando il tempo a esalare l’ultimo respiro, nel Saturno ciò che si impone è il pasto cannibalico: dopo aver a lungo divorato, il tempo per poter sopravvivere divora la propria generazione, divora ciò che avrebbe potuto consentirgli una sia pur indiretta sopravvivenza.  

Infine Curi risponde a due domande, la prima sulla tesi che attribuisce a Goya la scoperta dell’inconscio prima di Freud, dove centrale non è come per il fondatore della psicoanalisi il mito di Edipo che uccide il padre, ma quello opposto, del padre Saturno che divora i figli e la seconda sull’influenza dei progressi della fisica quantistica sul concetto filosofico di tempo e sul rapporto tra tempo ed eternità. 



Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova e docente presso l’Università “Vita e salute” San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne l’intima dinamica epistemologica e filosofica. Più di recente si è volto a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra e visione. Tra le sue pubblicazioni: La cognizione dell’amore. Eros e filosofia (Milano 1997); Polemos. Filosofia come guerra (Torino 2000); Lo schermo del pensiero. Cinema e filosofia (Milano 2000); Il farmaco della democrazia (Milano 2003); La forza dello sguardo (Torino 2004); Un filosofo al cinema (Milano 2006); Terrorismo e guerra infinita (Assisi 2007); Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche (Torino 2008); Miti d’amore. Filosofia dell’eros (Milano 2009); Straniero (Milano 2010); Via di qua. Imparare a morire (Torino 2011); Passione (Milano 2013); L'apparire del bello. Nascita di un'idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); La brama dell’avere (con S. Chialà, Trento 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019).