Vittorino Andreoli. Elogio dell'errore

Il senso di colpa utile

Vittorino Andreoli, autore con Giancarlo Provasi, del saggio Elogio dell'errore, pubblicato nel 2012 dalla Biblioteca Universale Rizzoli, parla dell’importanza dell’errore dal punto di vista pedagogico.  
Bisogna favorire il giudizio personale da parte del bambino, che deve misurare il proprio comportamento attraverso il confronto tra come si è comportato e come avrebbe dovuto comportarsi. Questo è il senso di colpa, non inteso come accusa, ma come processo interiore che serve all’educazione. 

In questa società sta morendo il senso di colpa, perché domina il senso della vergogna: si può fare tutto purché non si venga scoperti. 

Il senso di colpa è il segnale dinamico di un’elaborazione tra quelli che Freud chiamava l’io attuale e l’io ideale. L’errore in questo modo non è più valutato dall’esterno ma è oggetto di una autovalutazione. 



Vittorino Andreoli è uno psichiatra italiano. Laureatosi in Medicina presso l'Università di Padova, ha condotto ricerche sperimentali sull’encefalo presso l'Istituto di farmacologia dell'Università di Milano, lavorando successivamente presso il Department of Biochemistry di Cambridge, il Cornell Medical College di New York e la Harvard University; tali ricerche gli hanno consentito di postulare una correlazione tra plasticità encefalica e comportamenti devianti e di stabilire l’estrema labilità dei confini tra normalità e patologia. Fulcro dei suoi studi è stato il tema della pazzia come forma adattativa modulata sulla base dei campi esperienziali individuali e delle influenze provenienti dall’ambiente esterno; contribuendo a spezzare l’assunto lombrosiano della malattia mentale come degenerazione delle funzioni cerebrali, Andreoli ne ha indagato anche il ruolo contestativo e gli aspetti creativi. Saggista prolifico e abile divulgatore, della sua vastissima produzione vanno citati almeno: Un secolo di follia (1991); Voglia di ammazzare: analisi di un desiderio (1996); Istruzioni per essere normali: comprendere le follie quotidiane per dare armonia alla propria vita (1999); I miei matti. Ricordi e storie di un medico della mente (2004); La vita digitale (2007); L'uomo di superficie (2012); nel 2013, I segreti della mente, il saggio Il Gesù di tutti e il romanzo La quarta sorella, in cui svolge in chiave narrativa i temi del disagio esistenziale che caratterizzano la sua produzione scientifica; L'educazione (im)possibile. Orientarsi in una società senza padri e Il corpo segreto, entrambi editi nel 2014; nel 2015, Ma siamo matti. Un Paese sospeso fra normalità e follia, lucida analisi dei mali privati e collettivi che affliggono l'Italia, e il romanzo L'uomo senza identità; tutti nel 2016, La gioia di vivere. A piccoli passi verso la saggezza, il testo autobiografico La mia corsa nel tempo. Romanzo di una vita e La nuova disciplina del benessere. Vivere il meglio possibile; nel 2017, La gioia di pensare. Elogio di un’arte dimenticata, Le forme della bellezza, I principi della nuova psichiatria e Uomini di Dio. Un'indagine sui preti e il sacro; nel 2018, Il silenzio delle pietre, Beata solitudine. Il potere del silenzio e Homo stupidus stupidus. L'agonia di una civiltà; nel 2019, Il rumore delle parole e L'uomo col cervello in tasca; nel 2020, Una certa età. Per una nuova idea della vecchiaia, Le sorgenti del sogno. Un viaggio nella psiche umana e Fare la pace; nel 2021, La famiglia digitale. Come la tecnologia ci sta cambiando e Baby gang. Il volto drammatico dell'adolescenza.