Marcello Veneziani. Transumanesimo e ambientalismo 

Riaffermare la centralità dell'uomo e della natura 

Nel video Marcello Veneziani, intervistato a Roma il 15 febbraio 2024, parla di transumanesimo e ambientalismo e risponde ad una domanda sulla natura della scienza e sul suo rapporto con la filosofia e le altre forme del sapere umano. 

Il termine transumanesimo esprime l’idea che l’uomo, dotato di una volontà onnipotente, abbia il potere di modificare la natura umana e che la tecnica sia fondamentale per questo passaggio. La conseguenza è la cancellazione dell'umano, prima ancora che dell'umanesimo, perché nel momento in cui noi riteniamo che umano è semplicemente ciò che decide di esserlo e fino a quando decide di esserlo abbiamo già cessato di essere uomini.  

Nella stessa direzione va anche l'ecologismo della nostra epoca, che ha un aspetto aberrante, perché è una difesa dell'ambiente ma non della natura, dal momento che l’idea di natura indica qualcosa di immodificabile, un mondo ci precede, che non è stato creato da noi. 

C’è un divorzio alle origini tra la natura e l’ambiente e noi scontiamo questo effetto e il paradosso a cui arriva questa ideologia fondamentalista è che noi dobbiamo salvare il pianeta anche se magari l’uomo sarà cancellato o reso superfluo e questo fa collimare questa ideologia ecologica con il transumanesimo.  

Stiamo andando verso l’intelligenza artificiale che rende superflua l'umanità e verso un'ecologia che rende superflua la natura, abdicando così nei confronti di un altro mondo dominato da entità astratte, come  l’intelligenza artificiale e si tratta della più radicale alienazione di cui la storia umana abbia avuto esperienza. 


Questa tendenza si contrasta riaffermando la centralità dell'umano e la centralità della natura. 

Noi dobbiamo vivere con preoccupazione e angoscia non l'avanzata dell'intelligenza artificiale, ma la ritirata dell'intelligenza naturale: non siamo più in grado di governare la tecnica che abbiamo prodotto perché abbiamo dismesso i mondi che costituiscono il mondo umano, ossia la storia, la filosofia, la scienza (non solo come ancella della tecnica ma come conoscenza), l'arte, la religione e la fede.

Con la dismissione di questi mondi e l’abolizione dell’intelligenza critica, che è la capacità di discernere ciò che è bene e ciò che è male, abbiamo di fatto dato le chiavi del mondo e dell’umanità a qualcosa che non è più né umano né naturale.  L’unica strada è quella di ripristinare questa costellazione di mondi perduti, che sono il nostro mondo, che ha sempre caratterizzato l’umanità. 

L'idea dell'ambiente va inserita nell'idea più grande di natura, che è il creato, ossia qualcosa che non abbiamo cioè creato noi e che quindi non possiamo cancellare. 


Di fronte alla massima baconiana che il sapere è potere, noi dobbiamo comprendere i limiti del sapere e del potere e per questo occorre una visione morale e spirituale, un sapere organico. Le bombe atomiche sono venute fuori dalla mancanza di umiltà della scienza, che deve saper dire ad un certo punto: so di non sapere e so di non potere. 

 

Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. Proviene da studi filosofici. Ha fondato e diretto riviste tra cui L’Italia Settimanale e Lo Stato. Ha scritto su vari quotidiani e settimanali: dal Corriere della Sera a La Repubblica, La Stampa, Libero, Il Messaggero, Panorama. Ha scritto a lungo su Il Giornale, chiamato da Montanelli e poi da Feltri, dove ha tenuto per anni la rubrica in prima pagina Cucù. È commentatore della Rai. Ha scritto vari saggi, tra i quali La rivoluzione conservatrice in Italia, Processo all’Occidente, Comunitari o liberal, Di Padre in figlio. Elogio della Tradizione, La cultura della destra e La sconfitta delle idee (editi da Laterza). I Vinti, Rovesciare il ’68, Dio, Patria e Famiglia. Dopo il declino (editi da Mondadori). È poi passato a temi esistenziali pubblicando saggi filosofico letterari come Vita natural durante dedicato a Plotino e La sposa invisibile, un viaggio carnale e metafisico tra le figure femminili. Per Mondadori ha pubblicato tra l’altro Il segreto del viandante, Amor fati, la vita tra caso e destino, Vivere non basta. Lettere a Seneca sulla felicità. L’ultimo suo libro, uscito da Mondadori, è Anima e Corpo. Viaggio nel cuore della vita. Per gli Oscar Mondadori è in libreria Ritorno a Sud. Ha poi pubblicato con Marsilio Lettera agli italiani (2015), Alla luce del mito (2016), Imperdonabili. Cento ritratti di autori sconvenienti (2017), Nostalgia degli dei (2019) e Dispera bene (2020). Inoltre: Tramonti (Giubilei regnani, 2017) e Dante nostro padre (2020), La Cappa (2021), Scontenti (2022) e L'amore necessario. La forza che muove il mondo (2024).