Eugenio Montale si racconta

Con letture dei propri versi

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In un collage di interviste, Eugenio Montale ripercorre la sua vita, intervallando il racconto con la lettura di componimenti tratti dalla raccolta Ossi di seppia (1925). Tra il ricordo della gioventù trascorsa a Genova e quello della partecipazione alla prima guerra mondiale come ufficiale di fanteria in Valmorbia, il poeta rievoca l’inizio della sua esperienza di scrittore, definendosi quello di sei fratelli con minor attitudine letteraria. Sulla sua scoperta della letteratura influirono certamente la musica di Debussy e l’amore per la pittura moderna. Con grande senso dell'umorismo, Montale racconta la sua breve esperienza come baritono e il periodo di vita trascorso a Firenze, dove partecipa all’attività letteraria legata alla rivista Solaria, insieme a Elio Vittorini, Mario Praz, Mario Luzi, e dove incontra Drusilla Tanzi, che diventerà sua moglie. Le immagini dei luoghi legati ai momenti più significativi dell’esistenza di Montale, insieme ai versi da lui recitati, offrono un affascinante ritratto del poeta.

Mia vita, a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso 
sapore han miele e assenzio.

Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.

 

Eugenio Montale (Genova, 1896 – Milano, 1981) è stato uno dei più importanti poeti italiani del Novecento, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1975. Dopo l'infanzia in Liguria, il giovane poeta è nella Torino di Gobetti, poi a Firenze, dove dirige il Gabinetto Vieusseux, in seguito lavora come redattore al Corriere della sera. Nel '67 è nominato senatore, nel '75 riceve il Premio Nobel. Muore nel 1981. Le sei raccolte di Montale sono: Ossi di seppia (1925), Le occasioni (1939), La bufera ed altro (1956), Satura (1971), Diario del '71 e del '72 (1974), Quaderno di quattro anni (1977), e contengono una poesia che, partendo dal vero, aspira ad essere prosa, senza però mai diventarlo, per la sua connaturata tensione alla musicalità. Dal punto di vista del contenuto, emerge in Montale il valore insopprimibile dell'esistenza, espresso dal paesaggio ligure, così come le figure di donne amate e protettrici, temi a cui si accompagna la convinzione che lo "stoicismo morale" sia la sola ricetta contro un destino negativo a tutti i livelli, anche politico e civile.