Il Prete bello di Goffredo Parise

Una testimonianza di Giosetta Fioroni

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La pittrice Giosetta Fioroni, per molti anni compagna di Goffredo Parise, parla del Prete bello, un libro di grandissimo successo, tradotto in venticinque lingue, apprezzato più per il versante romanzesco che per quello che Prezzolini definì "un continuo prodigio", ovvero il percorso fiabesco, ironico e grottesco. La Fioroni, a colloquio con Antonio Debenedetti, rintraccia le origini del romanzo nei film di Jean Vigo e Luis Buñuel e nella scrittura di Kafka e Lautréamont e ricorda lo scandalo che suscitò all'epoca perché il personaggio fu ritenuto offensivo per l'abito talare, mentre in verità era una caricatura più di un fascista che di un prete. La Fioroni rievoca il rapporto di Parise con Roma e la sua amicizia con Gadda. Così Parise mette in scena il suo personaggio nelle prime pagine del romanzo:

era un prete molto alto, giovane e bello: dicevano che fosse avvocato, che avesse biancheria tutta di lino e calze di organzino di seta. Ogni settimana passava peril portico della custodia biciclette con una borsa nera sotto il braccio; dentro quella borsa c'era la biancheria che portava a mettere in ordine dalla serva della signorina Immacolata. Ma credo che fosse soprattutto quest'ultima ad occuparsene perché in quelle rare occasioni in cui mi chiamava in casa, la trovavo a cucire o piuttosto ad esaminare con occhio di paradiso, centimetro per centimetro, le mutande, le camicie, le sottovesti e i calzetti neri e sottili come un velo. Tutte le donne della scala l'invidiavano e l'ammiravano per questa amicizia e so che recitavano giaculatorie per avere anch'esse una piccola parte di quegli indumenti.  

Goffredo Parise nasce a Vicenza l'8 dicembre 1929 da Ida Wanda Bertoli, figlia adottiva di un fabbricante di biciclette. Vive col nonno materno e con la madre e ha un'infanzia segnata da difficoltà economiche. La madre nel 1937 sposa Osvaldo Parise, direttore di un quotidiano locale, che, qualche anno dopo, dà al ragazzo il suo cognome. La famiglia si trasferisce a Venezia e qui, nel 1951, Neri Pozza pubblica il suo primo romanzo, Il ragazzo morto e le comete, cui segue, nel 1953, La grande vacanza. A Milano lavora con la casa editrice Garzanti, presso la quale pubblica, nel 1954, Il prete bello. Nel 1955 comincia a lavorare per il Corriere della Sera e, nel 1956 pubblica, ancora da Garzanti, Il fidanzamento. Nel 1959 esce Amore e fervore. Intanto Parise sposa, nel 1957, Maria Costanza Speroni; suo testimone di nozze è lo scrittore Giovanni Comisso. Negli anni sessanta, all'attività di scrittore affianca quella di sceneggiatore, e collabora alla sceneggiatura dei due film di Mauro Bolognini: Agostino (dal romanzo di Alberto Moravia) e Senilità tratto dal romanzo di Italo Svevo. Tra le altre esperienze cinematografiche: L'ape regina di Marco Ferreri (1963), che ricava dal suo lavoro teatrale La moglie a cavallo, e la collaborazione con Fellini per un episodio di Boccaccio '70 e per il film Otto e mezzo (1963). Nel 1963 si separa dalla moglie e da questa esperienza nasce L'assoluto naturale, scritto per il teatro e incentrato sull'analisi del rapporto di coppia: l'opera va in scena al Teatro Metastasio di Prato nel 1968, per la regia di Franco Enriquez (interpreti Valeria Moricone e Renzo Montagnani). Nel 1965 esce il romanzo Il padrone che vale a Parise il premio Viareggio. Nel 1966 pubblica Gli americani a Vicenza, un racconto scritto dieci anni prima; nello stesso periodo conosce la pittrice Giosetta Fioroni che diviene la sua compagna. Nel 1969 alcuni racconti, scritti tra il 1962 e il 1966, vengono riuniti in volume col titolo Il crematorio di Vienna. Intanto si intensifica l'attività di giornalista e, dai viaggi di lavoro, escono i volumi Cara Cina (1966), Due, tre cose sul Vietnam (1967), Biafra (1968); negli anni successivi Guerre politiche (1976, su Vietnam, Biafra, Laos e Cile), New York (1977), L'eleganza è frigida (1982, sul Giappone). Dopo aver pubblicato i racconti di Sillabario n.1 (1972), Parise torna a lavorare per il cinema, collaborando alla sceneggiatura del film Ritratto di borghesia in nero di Tonino Cervi (1978), tratto da un racconto di Roger Peyrefitte. Nel 1982 esce il Sillabario n.2. Negli ultimi anni Parise vive soprattutto in Veneto, a Ponte di Piave; gravemente malato, muore a Treviso il 31 agosto 1986 .