Antonio Monda, Nel territorio del diavolo

L'elezione di George Bush e l'uso delle fake news

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Nel territorio del diavolo, settimo tassello dell’affresco che Antonio Monda va costruendo da anni sulla città di New York, s’incentra sulla figura di Lee Atwater, l’artefice della vittoria di George Bush alle presidenziali del 1988 contro il favorito Michael Dukakis. A raccontare la storia di questa campagna elettorale fatta tutta  di colpi bassi e fake news è l’immaginario personaggio di Alexander Sarris, un giovane newyorchese che si trova per caso al centro della furiosa battaglia politica (lui cercava un lavoro e Lee gliel’ha dato, forse perché gli serviva un gay da poter esibire nella sua squadra). Mentre Alexander vive la storia d’amore più importante della sua vita con Amancio, un macchinista del David Letterman Show che scoprirà di essere sieropositivo, Lee lancia una bordata dopo l’altra contro Dukakis: prima lo accusa di pedofilia, poi lo attacca perché contrario alla pena di morte e non risparmia la moglie Kitty, spargendo la voce che abbia bruciato la bandiera americana e che ecceda nel bere. Grazie a tutto ciò il candidato democratico viene pubblicamente umiliato e Bush diventa presidente. All’apice della sua popolarità, Lee scopre di avere un tumore al cervello e negli ultimi mesi di vita, accanto alla moglie incinta e alle due figlie piccole, si pente del male che ha fatto. Una riflessione di grande attualità su una pagina di storia recente, una denuncia degli aspetti deteriori della politica, oltre che un appassionato ritratto della città di New York, delle sue figure e dei suoi luoghi simbolo.   

In quei primi anni ho assistito all'origine di ogni scelta fatta da Lee, anche le più efferate, capendo subito che proprio in virtù di quell'efferatezza avrebbero avuto successo: più che costruire una campagna doveva distruggere, con ogni mezzo, quella di Michael Dukakis, il governatore del Massachusetts. Anzi doveva distruggere lui.


Antonio Monda vive a New York con la moglie Jacqueline e i figli Caterina, Marilù e Ignazio. Insegna alla New York University ed è il direttore artistico del festival letterario "Le Conversazioni". I suoi libri sono tradotti in undici lingue.