Maurizio Ponticello, La vera storia di Martia Basile

Maurizio Ponticello, La vera storia di Martia Basile

Una sposa bambina nella Napoli di inizio Seicento

Maurizio Ponticello, La vera storia di Martia Basile

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Si apre nel 1594 la storia di Martia raccontata nel romanzo di Maurizio Ponticello, La vera storia di Martia Basile (Mondadori). Siamo a Napoli, la protagonista ha dodici anni e sta andando in sposa a Domizio Guarnieri che di anni ne ha cinquanta, è un commerciante vedovo con la pancia bitorzoluta, i baffi impomatati, e un’idea fissa: avere al più presto un erede. Muzio stupra la consorte, la picchia abitualmente, e dopo che questa ha partorito due femmine perde interesse per lei. Arriva a cederla al governatore spagnolo di Ariano con cui è indebitato; lui finisce lo stesso in carcere e lei deve subire le violenze dell’uomo e dei suoi amici. Martia scappa, torna a casa sua, conosce finalmente l’amore con il capitano Hermano Gajola. Il marito, uscito di prigione la picchia, lei reagisce, lo accoltella e fa sparire il cadavere con l’aiuto dei suoi fedeli servitori, ma la domestica torturata, la tradisce e dopo tremende sofferenze Martia subisce la decapitazione in piazza. Ha ventun anni, è bellissima, e lotta fino alla fine nel tentativo di aver salva la vita.  Il suo fedele amico, Giovanni della Carrettola, che è sciancato e fa il cantastorie, ne tramanda la memoria in versi nelle pubbliche piazze. Ponticelli parte dalla storia vera di una tremenda ingiustizia subita da una ragazza e ricostruisce con minuziosa cura il clima dell’epoca in cui Giordano Bruno va al rogo, alle donne basta un niente per essere accusate di stregoneria, gli spagnoli spadroneggiano a Napoli e gli olandesi mandano pittori in Italia a fare da spie. Con una lingua che mescola italiano, napoletano di oggi e napoletano seicentesco per immergere più a fondo il lettore in un racconto dalla sensualità traboccante.

Don Muzio alzò il braccio per colpire con le dita strette in un pugno come il maglio di un aguzzino. In quella millesimale frazione di secondo, Martia rivide tutta la propria breve e miserevole vita. Negli occhi dell’uomo che la stava per percuotere, invece, in un lampo lesse l’arroganza e la prepotenza, una boria così sconfinata da non poter essere ammaestrata. Nello sguardo del marito trovò anche odio e misoginia, e poi il vuoto totale condito da vizio, da malaffare e da ogni sorta di intrigo. E per la prima volta con assoluta lucidità, senza rancore, e senza che fosse ispirata dalla contingenza, comprese una cosa di vitale importanza: esseri immondi come don Muzio Guarnieri – ahimè padre delle proprie figlie – non avevano diritto alla vita, ogni loro passo o azione portava con sé la putrescenza e l’abisso che dilagavano insudiciando qualsiasi cosa toccassero, e bisognava stroncarli il prima possibile.


Maurizio Ponticello, giornalista e scrittore, è stato corrispondente di testate radiofoniche e televisive, redattore di vari quotidiani e cronista del Mattino. È autore di diversi libri, tra i quali: La nona ora (Bietti, 2013) e I Pilastri dell’anno. Il significato occulto del Calendario (Edizioni Mediterranee, 2013). Per Newton Compton ha pubblicato: Misteri, segreti e storie insolite di Napoli (con Agnese Palumbo, 2012), Forse non tutti sanno che a Napoli… (2015), Un giorno a Napoli con san Gennaro. Misteri, segreti, storie insolite e tesori (2016) e Napoli velata e sconosciuta (2018). Ha avuto vari riconoscimenti tra cui il premio Domenico Rea. È presidente della storica associazione di giallisti Napolinoir. La vera storia di Martia Basile è il suo primo romanzo storico.