Ore disperate di Casey Cep secondo Luca Briasco

L'ultimo processo di Harper Lee

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Per undici anni Harper Lee, la celebrata autrice del Buio oltre la siepe, insegue il caso del reverendo nero Maxwell ucciso nel 1977 in chiesa dal patrigno di una delle sue vittime (stipulava polizze assicurative sui suoi familiari e poi li faceva trovare morti in macchina). Si trasferisce ad Alexander City dove è avvenuto il fattaccio, segue il processo, fa amicizia con Tom Radney, l’avvocato difensore dell’assassino che sogna di venir rappresentato al cinema da Gregory Peck - come il precedente protagonista del romanzo di Harper Lee -, poi torna a New York, scrive, cancella, butta e infine si rassegna e abbandona il progetto. Casey Cep in Ore disperate, L’ultimo processo di Harper Lee (traduzione di Sara Bilotti, minimum fax) parte dalla descrizione di Willie Maxwell, dei suoi traffici oscuri, dei suoi delitti e dei suoi depistaggi, arriva al suo omicidio a sorpresa e al processo in cui l’assassino confesso si salva grazie alla bravura dell’avvocato che lo fa dichiarare incapace di intendere e di volere, giocando sul desiderio degli americani di farsi giustizia da sé. Poi arriva ad Harper Lee, di cui ricostruisce l’infanzia in Alabama accanto al suo amico del cuore, Truman Capote; gli studi di giurisprudenza interrotti poco prima della laurea per potersi dedicare alla scrittura; la stesura del Buio oltre la siepe sotto la guida di bravi editor e con l’incoraggiamento di amici che la finanziano perché si concentri sull’impresa; il clamoroso successo di pubblico; la crisi esistenziale che le impedisce di scrivere ancora. Per Harper Lee Il Reverendo doveva essere il libro con cui dimostrare il suo valore anche nel campo della fiction basata sulla cronaca nera (e d’altra parte senza il suo contributo Capote non avrebbe potuto scrivere A sangue freddo, anche se non glielo riconobbe pubblicamente), ma qualcosa andò storto e il libro non riuscì a prendere forma. Un romanzo su un romanzo mancato che incanta per la precisione con cui scava nella realtà e con cui restituisce i tormenti di una donna fuori dal comune, oltre che l'atmosfera del Sud degli Stati Uniti alla fine degli anni settanta. Ne abbiamo parlato con Luca Briasco.

Non la riconobbe nessuno. Harper Lee era molto nota, ma non per il suo aspetto, e, se non si fosse presentata, difficilmente qualcuno in tribunale si sarebbe reso conto di chi era. Nell’aula erano ammassate centinaia di persone, alcune sedute sulle panche di legno che scricchiolavano ad ogni movimento, altre, quelle che non avevano fatto in tempo a sedersi, appoggiate alla parete in fondo. Settembre era agli sgoccioli, ma non altrettanto si poteva dire del caldo tipico dell’Alabama, e l’aria condizionata del tribunale era rotta, dunque le donne agitavano i ventagli e i vestiti degli uomini erano bagnati sotto le braccia e intorno ai colletti.


Casey Cep, dopo la laurea a Harvard e un dottorato in teologia a Oxford, scrive regolarmente per il New Yorker e suoi articoli sono usciti anche per la Paris Review e per New Republic. Ore disperate è la sua opera prima, ed è stata inclusa tra i bestseller del New York Times.


Luca Briasco  (1964) americanista e editor minimum fax. Ha scritto Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea. Insieme a Mattia Carratello ha curato La letteratura americana dal 1900 a oggi (Einaudi 2011). È stato editor per Einaudi Stile Libero e precedentemente direttore editoriale di Fanucci, ha ideato la collana AvantPop. Ha tradotto diversi autori statunitensi e britannici, fra cui: Joe R. Lansdale, Howard Marks, Paul Harding, Richard Powers, Jim Thompson, J.G. Ballard, Daniel Mendelsohn.