George Orwell secondo Daniele Petruccioli

La fattoria degli animali e 1984

Condividi

Il 21 gennaio 1950 moriva a Londra George Orwell. La Bur ripropone, nelle nuove traduzioni di Daniele Petruccioli, i suoi due capolavori, La fattoria degli animali e 1984. In entrambi i libri, come in tutta la produzione orwelliana, l’aspetto militante emerge con chiarezza. Il primo, concepito nel 1937 e pubblicato solo nel 1945, dopo che tre editori lo rifiutarono, è un’allegoria della Rivoluzione russa in forma di favola: in una fattoria gli animali si ribellano agli uomini che li opprimono e finiscono sotto la dittatura dei maiali. Orwell è un socialista libertario e non esita a denunciare la degenerazione del potere sovietico. 1984, che ha una lunga gestione, summa del pensiero dell'autore e sua ultima opera, è un caleidoscopio di storie, generi, tipologie di libri. La vicenda s’incentra intorno alla rivolta del protagonista, Winston Smith, contro il Grande Fratello che domina la vita degli abitanti di Oceania, e al suo amore proibito per Julia. Il romanzo è ricco di invenzioni linguistiche che culminano nel “parlanuovo” la lingua ufficiale che elimina tutti i termini indesiderati: Orwell aveva piena consapevolezza che il controllo delle menti passa attraverso il controllo e la manipolazione del linguaggio. Di Orwell, dell'attualità del suo pensiero, del suo stile, e dei suoi libri, che una volta scaduti i diritti, tornano a essere pubblicati in Italia in molte traduzioni diverse, abbiamo parlato con Daniele Petruccioli.

Dimmi, Beniamino, i Sette comandenti sono rimasti come prima? Per una volta Beniamino fece uno strappo alla regola e le lesse cosa c'era scritto. Restava uno solo, unico comandamento. Eccolo: TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI.



George Orwell è lo pseudonimo di Eric Blair. Nasce a Motihari in Bengala il 25 giugno 1903 in una famiglia della middle class. Studia in Inghilterra (viene ammesso a Eton con borsa di studio) poi torna in India e per cinque anni è nella polizia imperiale indiana in Birmania. Su questo soggiorno e sul suo disgusto verso il colonialismo è basato il suo primo romanzo Giorni  in Birmania (1934). Tornato in Europa, vive tra Parigi e Londra facendo vari mestieri e soffrendo spesso la fame. Le esperienze di questo periodo sono descritte in Senza un soldo a Parigi e Londra (1933). Si stabilisce a Londra, scrive i romanzi La figlia del reverendo (1935) e Fiorirà l’aspidistra (1936) e l’inchiesta sulle condizioni di operari e minatori in Inghilterra, La strada di Wigan Pier (1937). Partecipa alla guerra civile spagnola e resta ferito in battaglia. La guerra civile di Spagna gl'ispira Omaggio alla Catalogna (1938), cui segue una raccolta di saggi Dickens, Dali and others (1946). La fattoria degli animali (1945) ottiene larghi riconoscimenti in Europa e in America. Il suo ultimo romanzo, 1984 (1949), è una tetra visione del futuro, che porta alle conseguenze estreme condizioni e tendenze totalitarie del mondo presente. Muore per il cedimento di un'arteria polmonare il 21 gennaio 1950 in un ospedale di Londra a quarantasei anni.

Daniele Petruccioli è nato nel 1970 a Roma, dove vive. Dopo essersi diplomato all’accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, per anni si è occupato di teatro. Laureatosi poi in lingue all’università della Tuscia di Viterbo, dal 2005 collabora con diverse case editrici come traduttore e revisore da portoghese, francese e inglese, e come editor di letteratura italiana. In particolare segue tutta l’area lusofona, dal Portogallo al Brasile passando per l’Angola e il Mozambico. È fra i fondatori del primo sindacato italiano di traduttori editoriali STradE (www.traduttoristrade.it). Ha pubblicato i saggi Falsi d’Autore. Guida pratica per orientarsi nel mondo dei libri tradotti (Quodlibet 2014) e Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi (La Lepre 2017). Attualmente insegna Teoria della traduzione e Traduzione editoriale dal portoghese all’università Unint di Roma.