Gianpiero Gamaleri, Marshall aveva ragione

Gianpiero Gamaleri, Marshall aveva ragione

Le intuizioni di McLuhan 40 anni dopo

Gianpiero Gamaleri, Marshall aveva ragione

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Marshall McLuhan (il creatore del famoso motto "il mezzo è il messaggio") è morto il 31 dicembre 1980, ma il suo pensiero è più vivo e illuminante che mai: questa la tesi del libro di Gianpiero Gamaleri, Marshall aveva ragione, Le intuizioni di McLuhan 40 anni dopo edito da Armando editore. Gamaleri rilegge il presente e le immagini simbolo della pandemia (la messa di Natale celebrata da papa Francesco in una piazza San Pietro completamente vuota; il presidente Mattarella che il 25 aprile rende omaggio all'Altare della Patria al milite ignoto senza il solito seguito; il concerto di Andrea Bocelli a Pasqua in una piazza Duomo deserta) alla luce delle tesi di McLuhan e sostiene che abbiamo bisogno di lui per capire i nuovi percorsi della coscienza collettiva. Per Gamaleri McLuhan è stato "il Giulio Verne della comunicazione elettronica", dopo di lui non ci si chiede più che strumento usare per comunicare ma a quali domande rispondere. Il libro sottolinea l’attenzione di McLuhan al mondo della scuola: formazione e comunicazione devono avere pari dignità, non si può pensare di usare la metodologia didattica tradizionale con generazioni nate nell’era della televisione (e meno che mai con quelle nate nell’era dei social media). Scuola e tecnologia vanno conciliate in vista di un patto educativo per un’educazione permanente. Il saggio di Gamaleri accoglie anche testi su McLuhan di Franco Ferrarotti, Pietro Pierini, Paolo Filiasi Carcano, Giovanni Gozzer e Ester Gandini Gameleri e quattro interviste in cui è lo stesso McLuhan a esporre il suo pensiero sulla televisione, sull’insegnamento, sulla rivoluzione rappresentata dalla stampa, sulla politica nell’era dei media, sul processo di ritribalizzazione a cui siamo esposti, sull’importanza per lui della religione cattolica, e infine sul proprio metodo di riflessione.

Io sono un investigatore, non ho alcun punto di vista fisso, nessuna promessa di una teoria − mia o di chiunque altro. In realtà, sono assolutamente pronto a gettar via qualunque affermazione che io abbia fatto su qualsiasi argomento se i fatti non me ne dessero conferma, o se scoprissi che non contribuisce alla comprensione del problema. La parte migliore del mio lavoro sui media è in realtà simile a quello di uno scassinatore di casseforti. Non so che cosa c’è dentro; probabilmente nulla. Mi siedo e comincio a lavorare. Vado a tentoni, ascolto, verifico, accetto e scarto; tento varie combinazioni − finché la serratura scatta e le porte si spalancano. 


Marshall McLuhan nasce il 21 luglio 1911 ad Edmonton, in Canada, studia lingua e letteratura inglese nell’università di Manitoba e poi in Inghilterra, nell'Università di Cambridge. Nel 1934 si laurea in Letteratura inglese. Nel 1936 insegna all'Università del Wisconsin, l’anno successivo si converte al cattolicesimo e successivamente, dopo il Concilio, diviene membro del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali. Dal 1937 al 1944 lavora come insegnante di inglese nell’Università di Saint Louis. In questi anni uno dei suoi studenti, Walter J. Ong, scrive una tesi di laurea su un argomento proposto da McLuhan, entrambi diventano un'autorità nel campo dei mezzi di comunicazione e delle relative tecnologie. McLuhan si sposa 4 agosto 1939 con Corinne Lewis e trascorre con lei a Cambridge due anni continuando a lavorare alla sua tesi di dottorato su Thomas Nashe e le arti verbali. Dal 1944 al 1946, McLuhan insegna presso l’Assumption College a Windsor, in Canada. Dal 1946 al 1979 lavora al St. Michael's College, University of Toronto. Dal 1953 al 1955 è alla presidenza di un seminario della Ford Foundation su cultura e comunicazioni. Dal 1954 al 1959 è codirettore dell’Exploration Magazine ed in questi anni è nominato direttore del Media Project, nato dalla collaborazione tra la National Association of Educational Broadcasters e l’United States Office of Education. Nel 1963 McLuhan è fra i promotori del Center for Culture and Technology dell’Università di Toronto, diventandone il direttore. Nel 1967 riceve il premio Molson destinato a personalità canadesi distintesi nel campo culturale e artistico. Per un anno è professore alla Fordham University, dove realizza insieme al figlio Eric l'esperimento sugli effetti comparati della televisione e del cinema su un gruppo di minori. Muore a Toronto il 31 dicembre 1980. In suo onore il Centro di Toronto è ribattezzato “McLuhan Program in Culture and Technology”. 

Gianpiero Gamaleri, giornalista professionista e professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, è docente di Teoria della comunicazione alla Pontificia università della Santa Croce. Ha introdotto in Italia fin dagli anni settanta il pensiero di Marshall (su cui tra l'altro ha scritto La nuova galassia McLuhan. Vivere l’implosione del pianeta, Armando 2013). È stato consigliere di amministrazione della Rai e della Triennale di Milano.