Giuseppe Zucco, I poteri forti

Lo spaventoso intreccio delle vite

Una moglie che ride nel sonno con gli occhi spalancati e un marito che si aspetta di essere sgozzato da lei come fa Giuditta nel quadro di Caravaggio; un sorvegliante di un palazzo che nutre di nascosto una donna reclusa in uno scantinato; un uomo che cerca l'edificio giusto da cui buttarsi giù in occasione del suo quarantesimo compleanno; un impiegato che di tatuaggio in tatuaggio ricopre tutto il suo corpo e pretende di andare in ufficio mezzo nudo per esibire i suoi disegni; una coppia di ragazzi che fa l’amore sulla spiaggia e viene inghiottita dalla massa dei migranti affogati: la raccolta di racconti I poteri forti di Giuseppe Zucco, pubblicata da NN, si muove al confine tra realtà e incubo, descrive un mondo imprevedibile e minaccioso, dove ogni relazione nasconde un’aggressione, ogni attrazione è fatta anche di repulsione, non esistono confini tra indiividuo e individuo, e neppure tra gli individui e il fondale in cui si muovono.

Non puoi fare come tutti? disse il topolino. Trovati un nemico. Aspettalo sotto casa. Spaccagli la faccia. Vedrai che dopo starai meglio. Ho capito, disse lui. Ma se il mio nemico ce l’ho davanti ogni volta che guardo uno specchio? Come la mettiamo?



Giuseppe Zucco (1981) lavora alla Rai. Ha esordito con un racconto nell’antologia L’età della febbre (minimum fax, 2015). Ha pubblicato una raccolta di racconti, Tutti bambini (Egg, 2016), e un romanzo, Il cuore è un cane senza nome (minimum fax, 2017).