Roberto Antonelli, Dante poeta giudice del mondo terreno

    Parte I

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    Come accostarsi oggi all’opera dantesca? Roberto Antonelli parte dal celebre saggio di Gianfranco Contini del 1965 in cui ci si domandava se la Commedia fosse ancora letta e si rifiutava la distinzione crociana tra poesia e non poesia nel poema dantesco. Oggi sul web la Commedia di Dante è molto studiata e cercata, si tratta di un’opera che presenta una straordinaria apertura sul mondo e sugli uomini. Probabilmente è il libro con il maggior numero di personaggi che sia mai stato scritto e Dante lo ha attentamente programmato.

    Un’altra particolarità della Commedia sono le corrispondenze numerologiche, non ancora totalmente esplorate. Il nucleo centrale del discorso di Antonelli riguarda il rapporto tra Dante e Bonifacio VIII. Fu questo papa a indire il Giubileo del 1300, cui forse Dante partecipò da pellegrino, restando colpito dall’entusiasmo dei fedeli. Dante considera il papato di Bonifacio VIII l’origine dei mali della Chiesa e colloca il papa nell’Inferno tra i Simoniaci, anche se all’epoca in cui scriveva lui era ancora vivo. La condanna di Bonifacio VIII, che fu causa dell’esilio di Dante, è totale e senza appello: Dante si fa testimone del proprio tempo e nello stesso tempo del cammino dell’umanità.
    La Commedia è anche questo: la riduzione del tempo terreno di tutta la Storia a memoria testuale, il lungo corto circuito in cui passato, presente e futuro, l'io e noi Dante, Dante come figura dell'intera umanità, si dispone secondo un percorso a priori, di cui Dante è autore e il responsabile regista, un vero e proprio regista come nei film, ordinatore e creatore.

    Roberto Antonelli è nato il 6 novembre 1942. È professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza. Ha insegnato Filologia romanza nella Facoltà di Lettere e Filosofia e nella Facoltà di Scienze Umanistiche dell'Università di Roma dal 1985 al 2013. È  Presidente della Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche e Vicepresidente dell'Accademia nazionale dei Lincei. Ha studiato origini e lo sviluppo delle letterature romanze dal Medio Evo all'età contemporanea. Ha pubblicato, fra libri e saggi, più di 200 lavori, fra cui il primo commento integrale a Giacomo da Lentini (2008) e il Repertorio metrico della Scuola poetica siciliana (1984). Ha pubblicato, in collaborazione con Maria Serena Sapegno, due storie della letteratura italiana (L’Europa degli scrittori, 2008, in 7 voll. e Il senso e le forme, 2011, in 5 voll.). Ha ideato e organizzato, con L. Mainini e M. Cecconi, la mostra "I libri che hanno fatto l'Europa", Accademia Nazionale dei Lincei-Biblioteca Corsiniana, 31 marzo-13 dicembre 2016. Ha curato vari Atti di Convegni Lincei. Dirige, in collaborazione, la collana "Biblioteca di Studi romanzi" con la Casa editrice Viella. La sua pubblicazione più recente è Dante poeta-giudice del mondo terreno, Roma, Viella, 2021.

    Materiale realizzato e concesso dall'Accademia Nazionale dei Lincei.