Inger Christensen secondo Bruno Berni

La stanza dipinta

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Pubblicato nel 1976 in Danimarca, La stanza dipinta di Inger Christensen torna da Scritturapura nella traduzione di Bruno Berni. L’io narrante della prima parte, Marsilio Andreasi, è il segretario del marchese Ludovico Gonzaga, e ama Nicolosia Bellini, la moglie di Andrea Mantegna. Il suo racconto si apre nel 1454 e si chiude nel 1506. Inizialmente Marsilio detesta Mantegna venerato dal Gonzaga, e finisce per uccidere Nicolosia, senza subirne alcuna conseguenza. Nella seconda parte si raccontano le vicende di Nana e del suo matrimonio con Piero, figlio forse del papa, e nella terza si riporta un compito scolastico di Bernardino, figlio di Mantegna. La poetessa Christensen in questa breve e concentrata prosa fa apparire sulla scena tutti i personaggi che appaiono nella “camera picta” di Mantova, compresi i pavoni, il cane e la farfalla. Ci introduce ai temi e allo stile di La stanza dipinta Bruno Berni.

Come ogni tipo di arte, le immagini sono fantasmi che calmi e imperturbabili aspettano che i modelli utilizzati muoiano. Tutti coloro che qui hanno avuto occasione di osservare se stessi in quella luce trasfigurante, da questo momento sono entrati in rapporto con la Morte.

Inger Christensen è stata una poetessa, scrittrice e saggista danese, più volte candidata per il Nobel. Nel 1981 tentò una combinazione di proporzione numerica - ricorrendo alla sequenza di Fibonacci -, metrica e poeticità nella raccolta Alfabet: trattava, soprattutto, leventuale conflitto nucleare e la conseguente devastazione ecologica, in una crescita e decrescita di elementi che contribuiscono a descrivere il disastro finale. Nel 1991 pubblicò Sommerfugledalen: Et requiem tradotto in italiano da Bruno Berni come La valle delle farfalle, Donzelli Editore 2015, una corona di sonetti poi inserita nel Kulturkanonen - uniniziativa promossa dal Ministro della Cultura danese Brian Mikkelsen, che voleva così raccogliere le eccellenze tra le produzioni dellintelletto danese. Nel 1978 è stata accolta, come membro, nell'Accademia reale danese. Nel 1991 ha vinto il Grand Prix des Biennales Internationales de Poésie e, nello stesso anno, anche il Rungstedlund Award. Nel 1994 ha poi vinto il prestigioso Staatspreis für Literatur del Governo austriaco e, sempre nello stesso anno, il "Piccolo Nobel", che l'ha consacrata tra le eccellenze scandinave. 

Bruno Berni (Roma 1959), ha studiato letterature nordiche e letteratura tedesca a Roma e Copenaghen. Dal 1993 lavora all’Istituto Italiano di Studi Germanici come direttore della biblioteca e dal 2008 come ricercatore. Ha insegnato lingua e letteratura danese nelle università di Urbino (1994-1998) e Pisa (2014-2015), e lingua danese alla LUISS di Roma (1996-2001). Ha scritto saggi su autori del Settecento danese e del Novecento nordico e alcuni volumi su autori danesi (Vedere la cicogna. Introduzione a Karen Blixen, Biblioteca del Vascello 1996, Robin 2004; Ludvig Holberg tra Danimarca e Germania, Studi Germanici 2016; Miniature. Frammenti di letterature dal Nord, Aguaplano 2017). Dal 1987 ha tradotto e curato un centinaio di opere di prosa e poesia di autori classici e moderni soprattutto danesi, ma anche svedesi, norvegesi e tedeschi, tra i quali Karen Blixen, Lettere dall’Africa 1914-31, Adelphi 1987; Ludvig Holberg, Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, Adelphi 1994; Hans Christian Andersen, Fiabe e storie, Donzelli 2001, 2005, 2014. Ha inoltre collaborato a opere enciclopediche (Treccani, UTET) con voci su autori nordici ed è curatore della sezione nordica dell’ultima edizione del Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi (Milano 2006).