Dante a Viterbo

Il quarto appuntamento con "Le domeniche dell'Unione"

Nell’attesa della programmazione estiva, il Comune di Viterbo, in collaborazione con ATCL - Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, e con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Lazio, presenta quattro spettacoli di musica e letteratura presso il Teatro dell’Unione di Viterbo:

9 maggio ore 21.00: La Junta Escondida
Musiche di A. Piazzolla, I. Stravinsky e altri.

16 maggio ore 21.00: Sentieri selvaggi
(Direttore Dir. Carlo Boccadoro).
Musiche di Emanuele de Raymondi.

23 maggio ore 21.00: Gabriele Geminiani e Monaldo Braconi
Musiche di Dmítrij Dmítrievič Šostakóvič e Sergej Prokof’ev.

30 maggio ore 21.00: Dante a Viterbo
Incontro con il professor Giulio Ferroni e Lectura Dantis de La Setta dei Poeti estinti
Con: Mara Sabia, Emilio Fabio Torsello


Dante a Viterbo
Incontro con il Prof. Giulio Ferroni e Lectura Dantis de La Setta dei Poeti estinti
Attori: Mara Sabia, Emilio Fabio Torsello

La città di Viterbo nella Divina Commedia, i riferimenti storici, i luoghi, e una Lectura Dantis introdotta dal professor Giulio Ferroni, Emerito di Letteratura Italiana presso l’Università “La Sapienza” di Roma e autore del libro L’Italia di Dante (La Nave di Teseo, 2020). È questo il fulcro dell’evento realizzato dall’associazione culturale La Setta dei Poeti estinti, progetto letterario social, in collaborazione con il Teatro dell’Unione di Viterbo.

L’iniziativa s’inserisce nella cornice delle celebrazioni in occasione dei settecento anni dalla morte del Sommo Poeta. Dal parco del Bullicame, da cui Dante prese probabilmente spunto per raccontare il Flegetonte, a personaggi come Papa Adriano V – al secolo Ottobono Fieschi, che il Poeta incontra nella quinta cornice del Purgatorio – a luoghi come lo storico Palazzo dei Papi di Viterbo, sul palco del Teatro dell’Unione il professor Ferroni è il “Virgilio” nelle tappe viterbesi de L’Italia di Dante.

Non abbiamo nessuna notizia specifica sul passaggio di Dante a Viterbo, ma sicuramente ci sarà passato almeno quando è andato a Roma per il Giubileo del 1300, quello che, poi, dà luogo perfino al viaggio oltremondano dello stesso Dante. Del resto, Dante aveva parlato, già prima della ‘Commedia’, di Viterbo, un brevissimo accenno, nella sua opera linguistica del ‘De vulgari eloquentia’, nella rassegna dei diversi dialetti tra l’Umbria e il Lazio, dove la lingua-dialetto di Viterbo, accostata a quella vicina di Orvieto e di Civita Castellana, veniva presentata come molto affine alla lingua dei romani e degli spoletini
Giulio Ferroni

I passi della Divina Commedia riguardanti il capoluogo della Tuscia sono letti da Mara Sabia (attrice e docente) e da Emilio Fabio Torsello (giornalista e fondatore del progetto letterario de La Setta dei Poeti estinti).

A questo incontro hanno collaborato anche:
Polo Monumentale del Colle del Duomo
Diocesi di Viterbo
Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, delegazione di Viterbo