Pietro Castellitto, Gli iperborei

I figli dei progressisti e i loro guai

I protagonisti del romanzo di esordio di Pietro Castellitto, Gli iperborei, pubblicato da Bompiani, sono un gruppo di amici trentenni che si muovono tra Roma e le isole pontine sovrastati dall’ombra dei loro ricchi genitori progressisti, sentendosi avvolti in una nebbia di noia e frustrazione. Il narratore, Poldo, è appena guarito dal cancro e sta per pubblicare un libro, ha il mito degli Iperborei e il ricordo costante di una recita scolastica in cui non entrava mai in scena interpretando il ruolo di un canguro scomparso. Tutto ha una marca, un’etichetta, nel mondo di Poldo, Guenda, Stella, Aldo e Ciccio - i vestiti, le macchina, i vini, i profumi, gli orologi – e si è sempre sotto l’effetto di qualche sostanza, che sia l’alcol, la cocaina o la morfina. Spariscono sette cani, una barca viene sfasciata, una ragazza si butta giù da una scogliera, un ragazzo si taglia platealmente un dito a una festa, ma su tutto domina un senso di dolorosa impotenza e di nostalgia per l'infanzia.

Vorrei una guerra, Poldo. Esplosioni ovunque e tutto che trema. Vorrei vedere le nostre case distrutte e queste palme in fiamme… Vorrei uscire dal cerchio. Nel bene e nel male, è tutto così prevedibile. E sono stanca di vedere le stesse cose. Vacanze, foto, feste… E poi Poldo? Ritrovarsi a sessant’anni che scivoli sul parquet mentre aspetti gli ospiti. E poi, Poldo?... Soltanto una guerra mi può salvare. Voglio dormire per terra sotto il fuoco, davanti a una città crollata, e svegliarmi all'alba, guardare il cielo grigio sapendo che tutto è distrutto. Che tutto è finalmente distrutto. Finalmente il nulla. Finalmente la vita. E nessuno, neanche noi, a sapere come sarà.


Pietro Castellitto è nato a Roma nel 1991. Esordisce come attore a tredici anni, si laurea in Filosofia e nel 2020 approda nelle sale con il primo film da lui stesso interpretato, scritto e diretto: I predatori, con cui ha vinto il premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura alla 77° Mostra del cinema di Venezia, il David di Donatello e il Nastro d’argento 2021 come miglior regista esordiente.