Federica Seneghini, Grazia
Con un saggio di Mario Giani
La storia di Grazia Barcellona, prima pattinatrice italiana alle Olimpiadi nel 1948 a Saint Moritz, viene raccontata in due modi nel libro Grazia, pubblicato da Solferino: prima in forma romanzata da Federica Seneghini, poi con un approfondimento storico di Mario Giani. In entrambe le forme il lettore si appassiona alle vicende di una ragazzina che a nove anni, nel 1938, si mette per la prima volta i pattini sul ghiaccio e da quel momento non smette di allenarsi (persino durante la guerra, quando può in laghetti gelati) fino a raggiungere i livelli massimi in questo sport. Seneghini ricostruisce l’ambiente familiare di Grazia; sua madre, Giovanna, maestra elementare e partigiana, la incoraggia, le trova ottimi insegnanti; il padre, ragioniere, antifascista, subisce il confino alle Tremiti e viene rimpatriato dall’Africa perché per i suoi trascorsi non può fare l’ufficiale. Ma la figura chiave nella vita di Grazia, oltre a quella di Carlo Fassi, suo partner nel pattinaggio e amico nella vita, è quella di Ettore Archinti, primo sindaco socialista di Lodi, scultore, morto nel campo di concentramento di Flossenburg, che la porta al Palazzo del ghiaccio di Milano in via Piranesi e non smette di credere in lei. Seneghini, che ha conosciuto Grazia Barcellona quando era molto anziana, ci offre il ritratto di una donna che raggiunge risultati straordinari con la sola forza del suo impegno.
Ogni salto per Ettore, morto a Flossenbürg.
Ogni curva per Giacomo, morto senza penicillina.
Ogni atterraggio, un abbraccio mancato.
Ogni figura, una speranza.
Una volta, due, tre.
L’ultimo giro ci viene meglio che in prova.
Applaudono, ma io non sento nulla.
So soltanto che ce l’abbiamo fatta.
Federica Seneghini (Genova, 1981) è giornalista del Corriere della Sera. Ha pubblicato Giovinette, le calciatrici che sfidarono il Duce (Solferino 2020) e i romanzi per ragazzi Sulle ali della speranza (Piemme 2022, con Bruna Cases, sopravvissuta alla Shoah) e Salvate il soldato Jack (Piemme 2025). Insegna giornalismo digitale all’Università IULM di Milano.
Marco Giani (Gallarate, 1984), storico e insegnante, è membro della Società Italiana di Storia dello Sport. Autore del saggio finale di Giovinette, è specializzato nella storia dello sport femminile nel Ventennio fascista e nell’Italia della Ricostruzione; si occupa anche del calcio femminile contemporaneo, argomento a cui ha dedicato Capitane coraggiose (Ultra Sport 2023). Collabora con Ultimo Uomo.