Erica Cassano. Duramadre
Un racconto familiare
Duramadre, in primo luogo, ci rimanda alla dura madre del cervello, quindi ad una delle membrane che proteggono l’encefalo e questo rimanda subito al pensiero di ciascuno dei personaggi del libro, che è contenuto in confini molto stretti, che i personaggi cercano di superare, ma dai quali nello stesso tempo si sentono anche protetti.
Duramadre è anche la durezza dell’essere madri e dell’essere eternamente figlie, infatti, è più un romanzo di figli che di madri, di figli che guardano i loro genitori soffrire senza poterci fare nulla.
Il racconto familiare è anche la ricerca delle proprie radici e il racconto della Calabria, dura madre terra, in cui sono cresciuta e che per me è la più incomprensibile, fatta di meccanismi che non sempre sono chiari a chi li guarda da fuori.
Lo sguardo degli altri non deve definire una persona, è più importante il luogo interiore di quello che gli altri cercano di vedere di noi per provare a definirci.
Erica Cassano è nata a Maratea (PZ) il 19 agosto del 1998. È cresciuta tra Tortora Marina e Praia a Mare, ha vissuto a Napoli, Parigi, Torino. Attualmente abita a Genova. Quando le chiedono da dove viene la risposta è: una somma di tutti questi luoghi. Dopo il liceo classico ha conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne e la magistrale in Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Ha frequentato un master in scrittura e narrazione a Torino. Ama ciò che riguarda i libri, l’arte, la fotografia e i gatti, di cui si è sempre circondata. Per Garzanti ha pubblicato anche La Grande Sete (2025). Duramadre è il suo secondo romanzo.