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    Patrizia Angeloni: la fisarmonica per Beethoven

    Un progetto di trascrizioni e ricerca per "Beethoven 250"

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    1829. Sono trascorsi appena due anni dalla scomparsa di Ludwig van Beethoven, quando, proprio a Vienna, Cyrill Demian registra il brevetto del suo Akkordeon, strumento che solo allo stato embrionale presenta quella complessità tecnico-fonica maturata poi nel tempo, fino a configurare la moderna fisarmonica da concerto. Quasi due secoli dopo, e a duecentocinquant’anni dalla nascita del grande compositore, la fisarmonica si apre ad un progetto di trascrizioni e di ricerca musicologica - Accordion for Beethoven - ideato e curato da Patrizia Angeloni, concertista e didatta.

    Credo che questa fisarmonica da concerto sarebbe stata senz’altro amata dal Beethoven “rivoluzionario” che ha, con la sua creazione musicale, segnato e aperto delle porte straordinarie alla storia della musica e che ha mostrato sempre tanta attenzione, cura e ricerca alle orchestrazioni e alle identità strumentali
    Patrizia Angeloni

    Dalla produzione di Beethoven il progetto seleziona alcune delle opere che meglio possono accogliere il contributo della fisarmonica e, quindi, prestarsi ad una sorta di nuova creazione, tanto sul piano della scrittura, quanto su quello della prassi esecutiva, spaziando da alcune delle pagine più conosciute a quelle di più raro ascolto.

    Qui, la fisarmonica si esprime più nella sua natura di ensemble strumentale che in quella di moderno “organo portativo”, nel segno di quell’attenzione alla musica strumentale e alla cura dell’orchestrazione di cui l'opera beethoveniana è intrisa.

    La genialità, soprattutto se rivoluzionaria, come quella di Beethoven, parla sempre nel tempo, oltre il tempo e grazie al passare del tempo. Parla attraverso tante sfaccettature, tante dimensioni, sia della vicenda umana che dell’opera musicale
    Patrizia Angeloni


    Docente di Fisarmonica al Conservatorio "Ottorino Respighi" di Latina, Patrizia Angeloni svolge attività concertistica come solista e in formazioni cameristiche. Fin dagli esordi negli anni Ottanta, agli albori del concertismo fisarmonicistico, lavora alla ricerca musicologica sull’impiego della fisarmonica in ambito artistico, dal repertorio rinascimentale e barocco a quello contemporaneo.
    Dal 2017, presiede il Nuovo Centro Didattico Musicale Italiano (Nuovo C.D.M.I.). Con Ivano Battiston, Ivano Paterno e Mirko Ferrarini conduce EOLO Centro Ricerche per la Fisarmonica, fondato nel 1993.