Christa Ludwig: l'ultima diva

La celebre cantante è scomparsa il 24 aprile 2021

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Chi ha avuto la fortuna e il privilegio di conoscerla l’ha descritta come una delle ultime, grandissime dive della lirica, dotata di un sottile senso dell’umorismo e di una simpatia maliziosa. All’età di novantatré anni, il 24 aprile 2021, ci ha lasciato Christa Ludwig.

Padre tenore (Anton Ludwig), madre contralto (Eugenie Besalla-Ludwig), Christa Ludwig era nata a Berlino nel 1928; pochi anni prima, dunque, dell’inizio del periodo più oscuro della storia tedesca. E fu alla fine di quella tragedia universale, nell’inverno del 1945, che esordì in concerto a Giessen.

Avevo 18 anni all'epoca, e venivo dalla Germania devastata dalla guerra. Non recitavamo in teatri, ma in vecchi fienili, in luoghi più o meno attrezzati
Christa Ludwig

L’anno successivo, la scrittura a Francoforte come mezzosoprano in Il Pipistrello, la più celebre operetta di Johann Strauss figlio. Dal 1954-55, il passaggio a un repertorio più impegnativo: Die Heimkehr di Marcel Mihalovici, Le nozze di Figaro e Il flauto magico di Mozart, Der Rosenkavalier di Richard Strauss. E, ancora, il felice incontro prima con Karl Böhm, poi con Herbert von Karajan, in seguito con Leonard Bernstein, tre Maestri di arte e di vita.

Quando Bernstein è morto, ho davvero pianto. Era, credo, il più intelligente dei direttori d'orchestra. Ma aveva anche un cuore, era un essere umano, con tutti i suoi pregi e difetti; poteva essere duro, ma c'era anche tanta bontà in lui. Aveva un carisma enorme, così come Karajan - la gente non veniva al concerto per ascoltare la musica, ma per Bernstein o per Karajan - ma erano molto diversi. Karajan era il padre colto, con gli occhi chiusi, completamente tranquillo; Bernstein era la musica stessa, saltava, baciava... e non era una recita; nelle prove era già così. Penso che Karajan cercasse la profondità della musica e Bernstein trovasse la profondità della musica. Per quanto riguarda Karl Böhm, avevo venticinque anni quando il mio agente in Germania me lo presentò. […] ha avuto queste affascinanti parole: ‘Canterai Cherubino e Dorabella. Tu sei mia figlia’... e poi tutto è seguito!
Christa Ludwig

Seguiranno la partecipazione al Festival di Salisburgo, il debutto al Teatro alla Scala di Milano (1958) nel ruolo di Waltraute in La Walkiria di Wagner, quello al Metropolitan Opera House di New York (1959 e dove si esibirà fino al 1993), interpretando Cherubino ne Le nozze di Figaro, diretta da Erich Leinsdorf.

Una carriera che la vedrà spaziare (grazie all'estensione della voce dal sol grave al do sovracuto), seppure con una decisa predilezione per Mozart, Wagner e Strauss, nel repertorio operistico e liederistico di compositori di ogni epoca, dal Barocco alla dodecafonia: Monteverdi, Bach, Bellini, Giordano, Beethoven, Saint-Saëns Bartók, Berg, Berlioz, Verdi Bernstein, Rossini, Bizet, Čajkovskij, Debussy, Gluck, Händel, Janáček, Mahler, Puccini, Smetana e altri ancora.

Il concerto d’addio ufficiale alle scene di Christa Ludwig si svolse alla Wiener Staatsoper il 14 dicembre 1994, salvo un ritorno nel 2003 per un Last Concert Tribute to Vienna.

Ho avuto una vita meravigliosa, ho lavorato con persone interessanti, ho visto luoghi straordinari, ho vissuto la realtà con le poesie del passato, tutto con lo stesso linguaggio: la musica
Christa Ludwig


Nella clip proposta, uno straordinario documento dalle Teche Rai con la regia televisiva di Franco ZeffirelliChrista Ludwig in un estratto dalla Missa Solemnis di Ludwig van Beethoven, eseguita il 23 maggio del 1970 nella Basilica di San Pietro in Vaticano alla presenza di Papa Paolo VI, in occasione del duecentesimo anniversario della nascita del compositore e del cinquantesimo dell’ordinazione sacerdotale del Pontefice.

Ludwig van Beethoven, Missa Solemnis in re maggiore per soli, coro misto e orchestra, op. 123
Orchestra Sinfonica di Roma della Rai diretta da Wolfgang Sawallisch
Coro del Bayerischer Rundfunk diretto da Josef Schmidhuber
Solisti:
Christa Ludwig, mezzosoprano
Ingrid Bjoner, soprano
Plácido Domingo, tenore
Kurt Moll, basso
Regia televisiva di Franco Zeffirelli