Olivetti e la storia del computer in Italia
Digital World, 2021
Per la serie “Digital World” (2021) di Rai Scuola, in questa puntata il racconto del primo computer progettato in Italia ad opera della mitica impresa di Adriano Olivetti che, tra gli anni Cinquanta e Settanta, anticipava la nascita di oggetti all’avanguardia, anche rispetto al mercato americano. Matteo Bordone presenta i diversi ospiti chiarendo così alcune tappe fondamentali della ricerca scientifica e tecnologica che avveniva nell’Italia del Dopoguerra ad opera di ingegneri molto visionari. Una stagione rivoluzionaria, sottolinea Bordone, che ha originato anche la passione, oggi molto diffusa, di “collezionisti” capaci di cercare e mettere assieme oggetti considerati dai più semplicemente obsoleti.
Grazie a loro, tra il 1962 e il 1964, l’impresa mise a punto il primo computer portatile della storia, il “Programma 101”, detto “P101” e soprannominato la “Perottina”. Prodotto tra il 1965 e il 1971, fu presentato per la prima volta alla grande esposizione di prodotti per ufficio BEMA di New York; il design di Mario Bellini conferiva alla macchina una forma avveniristica per l'epoca.
Sono gli anni in cui l’Italia si avviava al boom economico e l’azienda di Olivetti ne coglieva i risvolti anche intimamente culturali promuovendo mostre all’avanguardia come Arte Programmata (1962), concepita da Bruno Munari e Giorgio Soavi, con un catalogo scritto da Umberto Eco (Olivetti. La bellezza di un’idea).
A fine puntata, Arcagni presenta anche una rarità bibliografica, il libro di Perotto dedicato alla nascita di “Programma 101” (Pier Giorgio Perotto, Programma 101. L'invenzione del personal computer: una storia appassionante mai raccontata, Milano, Sperling & Kupfer, 1995; Roma, Edizioni di Comunità, 2015)
Fabio Gadducci, introduce la nascita della CEP, acronimo di Calcolatrice Elettronica Pisana: progettata a Pisa dal 1954, l’enorme macchina fu inaugurata e messa a disposizione della comunità scientifica italiana. Fin dall’inizio, Olivetti appoggiò il progetto, sostenuto da Enrico Fermi e nel giro di qualche decennio diede vita alla “Elea 9003”, primo computer a transistor progettato e sviluppato, tra il 1957 e il 1959, da un piccolo gruppo di giovani ricercatori guidati da Mario Tchou.
L'ingegnerizzazione di “Olivetti P6060” fu curata da Perotto, lo stesso progettista della “Olivetti Programma 101”. La linea di montaggio era ubicata negli stabilimenti Olivetti di Scarmagno, mentre alcuni moduli costituenti sottoinsiemi della macchina, come la stampante o il floppy disk, erano realizzati negli stabilimenti di San Bernardo d'Ivrea.
Il sistema, che poteva includere anche una stampante esterna, solitamente preferiva la “PR1370”, una veloce stampante ad aghi su modulo continuo prodotta da Olivetti. La memoria di massa era costituita da un disco rigido da 5 Mbyte, fisso o amovibile e successivamente fu disponibile anche la versione con capienza 10.
Nel 1981, il “P6060” sarà rimpiazzato dal “P6066”, con differenze prestazionali maggiori, ma di aspetto quasi identico.
FOTO DI COPERTINA
Personal Computer Olivetti P6060, ingegnerizzazione a cura di Pier Giorgio Perotto, 1975-1978
Simone Arcagni (Università IULM di Milano) introduce gli ingegneri utopisti riuniti ad Ivrea dal genio di Adriano Olivetti: Mario Tchou e Pier Giorgio Perotto.Quell’idea è stata un Big Bang che ha originato generazioni di appassionati, impallinati smanettoni di tecnologia, italiani che ancora oggi nelle loro associazioni e musei rendono omaggio a questi padri fonatori”
Matteo Bordone
Grazie a loro, tra il 1962 e il 1964, l’impresa mise a punto il primo computer portatile della storia, il “Programma 101”, detto “P101” e soprannominato la “Perottina”. Prodotto tra il 1965 e il 1971, fu presentato per la prima volta alla grande esposizione di prodotti per ufficio BEMA di New York; il design di Mario Bellini conferiva alla macchina una forma avveniristica per l'epoca.
Sono gli anni in cui l’Italia si avviava al boom economico e l’azienda di Olivetti ne coglieva i risvolti anche intimamente culturali promuovendo mostre all’avanguardia come Arte Programmata (1962), concepita da Bruno Munari e Giorgio Soavi, con un catalogo scritto da Umberto Eco (Olivetti. La bellezza di un’idea).
A fine puntata, Arcagni presenta anche una rarità bibliografica, il libro di Perotto dedicato alla nascita di “Programma 101” (Pier Giorgio Perotto, Programma 101. L'invenzione del personal computer: una storia appassionante mai raccontata, Milano, Sperling & Kupfer, 1995; Roma, Edizioni di Comunità, 2015)
Con un tuffo nel passato, Lettieri ci accompagna alla primissima macchina da calcolo, la “Brunsviga” una calcolatrice meccanica portatile prodotta in Germania a fine Ottocento, inventata dallo svedese Willgodt Theophil Odhner per eseguire addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni tramite l'uso di leve e manovelle.Giuseppe Lettieri approfondisce la “P102”, modello successivo usato anche da molti scienziati americani del programma “Apollo”
Fabio Gadducci, introduce la nascita della CEP, acronimo di Calcolatrice Elettronica Pisana: progettata a Pisa dal 1954, l’enorme macchina fu inaugurata e messa a disposizione della comunità scientifica italiana. Fin dall’inizio, Olivetti appoggiò il progetto, sostenuto da Enrico Fermi e nel giro di qualche decennio diede vita alla “Elea 9003”, primo computer a transistor progettato e sviluppato, tra il 1957 e il 1959, da un piccolo gruppo di giovani ricercatori guidati da Mario Tchou.
Presentato alla Fiera di Hannover nel 1976, il “P6060” è stato il primo personal computer al mondo a racchiudere al suo interno stampante e lettore floppy.Maura Felici ci parla del primo personal computer Olivetti che ha fatto storia: il “P6060”
L'ingegnerizzazione di “Olivetti P6060” fu curata da Perotto, lo stesso progettista della “Olivetti Programma 101”. La linea di montaggio era ubicata negli stabilimenti Olivetti di Scarmagno, mentre alcuni moduli costituenti sottoinsiemi della macchina, come la stampante o il floppy disk, erano realizzati negli stabilimenti di San Bernardo d'Ivrea.
Il sistema, che poteva includere anche una stampante esterna, solitamente preferiva la “PR1370”, una veloce stampante ad aghi su modulo continuo prodotta da Olivetti. La memoria di massa era costituita da un disco rigido da 5 Mbyte, fisso o amovibile e successivamente fu disponibile anche la versione con capienza 10.
Nel 1981, il “P6060” sarà rimpiazzato dal “P6066”, con differenze prestazionali maggiori, ma di aspetto quasi identico.
FOTO DI COPERTINA
Personal Computer Olivetti P6060, ingegnerizzazione a cura di Pier Giorgio Perotto, 1975-1978