"Infinito Hack", di Fabio Massimo Iaquone

Un docu-film del 2019

Un’intensa opera sperimentale dove il racconto sempre entusiasmante e appassionato di Margherita Hack è intervallato dall’elemento coreografico e da immagini cosmiche e stellari. 

Il docufilm Infinito Hack è un omaggio a Margherita Hack a 6 anni dalla scomparsa, avvenuta a Trieste nel 2013. La regia e il soggetto del film sono firmati da Fabio Massimo Iaquone, in un'opera dall'impianto sperimentale, che riecheggia il titolo di uno dei libri di divulgazione più venduti della scienzata fiorentina, "Il mio infinito" (Hoepli) sulle cui pagine la Hack racconta come si è evoluta la nostra visione scientifica del mondo e, con essa, la nostra capacità di leggere i fenomeni celesti.

Il percorso che il libro traccia tenta di dare una risposta alle cosiddette "domande ultime", che da sempre l'essere umano si pone: il nostro universo è tutto ciò che esiste? È finito o infinito nel tempo e nello spazio? È uno fra tanti? Com'è nata la vita? Enigmi che Margherita Hack affronta calibrando l'approccio fideistico con le necessità imposte dalla ricerca scientifica, la quale cerca di spiegare il "come", contro i "perché" della religione.