L'11 settembre 2026 è stata presentata e proiettata, all'Isola di San Giacomo, la copia restaurata del film Morte a Venezia. L'evento si è svolto in occasione dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia e del doppio anniversario di Luchino Visconti, di cui ricorrono quest'anno i 120 anni dalla nascita e i 50 dalla scomparsa.
Diretto da Luchino Visconti nel 1971, il film è tratto dal celebre racconto omonimo di Thomas Mann del 1912 ed è il secondo capitolo della cosiddetta "trilogia tedesca" del regista, tra La caduta degli dei (1969) e Ludwig (1973). Protagonista Dirk Bogarde nei panni di Gustav von Aschenbach, compositore in crisi che, in vacanza a Venezia agli inizi del Novecento, resta travolto dalla bellezza del giovane Tadzio (Björn Andrésen), mentre un'epidemia di colera si insinua silenziosamente nella città lagunare.
Il film venne presentato in concorso al Festival di Cannes del 1971. Da allora è diventato uno dei titoli più amati e citati della storia del cinema italiano, capace di intrecciare il racconto di Mann con le sonorità di Gustav Mahler, di cui vengono utilizzati l'Adagietto della Quinta Sinfonia e altri temi sinfonici. La colonna sonora resta uno degli elementi più universalmente celebrati del film.
Morte a Venezia ottenne un'ampia risonanza internazionale: premiato a Cannes, vinse cinque Nastri d'argento e un David di Donatello, oltre a una candidatura all'Oscar per i costumi di Piero Tosi. Il film consacrò definitivamente Visconti, insieme a Fellini e Antonioni, come uno dei registi italiani di riferimento sulla scena internazionale.
A oltre cinquant'anni dall'uscita, un nuovo restauro in 4K, realizzato a partire dai negativi originali di immagine e suono in 35mm presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata, restituisce oggi al film colori e definizione originari, permettendo di riscoprirne su grande schermo tutta la potenza visiva.
La proiezione l’11 settembre all’Isola di San Giacomo è stata organizzata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con la Cineteca di Bologna, che ha curato il restauro, e promossa dalla Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.