Donne, eterne malate di nervi
Vinzia Fiorino
Nel corso delle giornate del Festival ha dialogato con Barbara Montesi su: Donne, eterne malate di nervi.
Si tratta di un luogo comune che ci portiamo dall'antichità, ma che essenzialmente a partire dal Cinquecento-Seicento si precisa fino a diventare nell'Ottocento una codificazione di grandissima diffusione. Nel Cinquecento a prevalere erano le teorie dei vapori. Si pensava che dall'utero le donne potessero sviluppare dei veri e propri vapori che si incanalavano attraverso i vasi sanguigni condizionando l'equilibrio psichico. Nell'Ottocento si fa appello ad altri paradigmi però sono gli organi di riproduzione ad essere costantemente posti sotto l'attenzione della scienza. C'è anche una nuova sollecitazione che prima dell'Ottocento non esisteva: le donne dovevano procreare non solo per le loro famiglie, ma per lo Stato. I bambini sono prima di tutto cittadini dello Stato. Dunque l'attenzione alla nervatura, come si diceva nei secoli passati, divenne una sollecitazione importante.
L'intervista è stata realizzata ad Ancona nell'ambito del Festival della Storia 2026.