Donka

    Donka

    Uno spettacolo di Daniele Finzi Pasca

    Donka

    Condividi

    La Compagnia Finzi Pasca si immerge nel mondo di Anton Cechov e dal sedimento dei suoi scritti, dei suoi testi teatrali e delle sue lettere, sorgono le atmosfere immaginifiche e sognanti di uno spettacolo che fonde circo, colore e musica per omaggiare il più grande drammaturgo russo. La rappresentazione ha viaggiato per oltre cinque  anni, raggiungendo quasi trecentomila  spettatori in duecentonovantotto rappresentazioni, visitando sessantuno città in venticinque differenti nazioni. Lo spettacolo ha aperto le celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario della nascita di Anton Čechov a Mosca, nel gennaio 2010.

     Daniele Finzi Pasca si è immerso nella vita dello scrittore, nei suoi testi e nei suoi diari, decifrando note e appunti, donando corpo e forma ai suoi enigmatici silenzi. Donka, in russo, è un piccolo sonaglio che si appende alla canna da pesca e che suona quando un pesce abbocca: Čechov adorava pescare, la pesca era per lui una forma di abbandono alla meditazione. Il regista, affascinato da quest’immagine, da sempre in cerca di “stati di leggerezza” nel lavoro di coreografo, dà vita a un poema visivo fatto di oggetti e corpi sospesi.
     

    “Ho deciso di scoprire Čechov andando alla ricerca di particolari, di dettagli nella sua vita, nelle pagine dei suoi scritti e non solo. Ho pensato di dare forma ai silenzi contenuti nelle note dei suoi diari e di creare immagini partendo dalle sue annotazioni.  Poi ho cercato vite parallele alla sua nel giardino di casa mia, perché è il solo modo che conosco per raccontare storie, scavando sotto le rose alla ricerca di un tesoro.

    Vengo da un teatro impregnato profondamente dal linguaggio dei clown, dei giocolieri, dal mondo delicato e magico dell’acrobazia. Così racconterò Čechov e per farlo mi circonderò dagli stessi complici di sempre, creatori con i quali da anni collaboro e con i quali condivido non solo un’estetica e un modo di pensare il teatro, ma pure l’appassionato modo di difendere il nostro mondo immaginario.”

    Daniele Finzi Pasca