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Adelita Husni-Bey

L'arte per immaginare alternative sociali

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Guardare oltre il muro dell’Accademia e produrre qualcosa che abbia un valore oltre ad essere un oggetto estetico: l’arte per immaginare alternative sociali.   

Da queste premesse prende vita il lavoro della giovane artista italo-libica, Adelita Husni-Bey, da sempre interessata alla sociologia, all’antropologia, a tematiche quali la memoria collettiva, l’autonomia, la territorialità.
Nei film e video che produce, Adelita Husni-Bey affronta questioni complesse come quelle di razza, genere e classe, spesso traendo ispirazione da teorie educative anarchiche e pratiche di insegnamento innovative. Le sue opere si fondano su processi creativi collettivi come giochi di ruolo, laboratori e lavori di gruppo, ai quali in passato hanno preso parte studenti, atleti, giuristi e attivisti. Il compito di un artista, per Husni-Bey , è quello di creare situazioni ed esperimenti dove i diversi soggetti coinvolti, e di conseguenza gli spettatori, possano comprendere a fondo la propria connessione con i rapporti di potere economici e sociali dell’età contemporanea.

Esemplare di questo processo è il video Postcards from the Desert Island  del 2012  che presenta il risultato di un esperimento realizzato in una scuola francese  dove l’artista ha guidato un gruppo di bambini a simulare la creazione di una società immaginaria, la costruzione di un mondo nuovo::

I bambini hanno costruito tutto: dalle piante ai fiori, agli animali, per poi arrivare alle case e infine alle domande cruciali: come gestire le risorse? Come punire e se punire chi sbagliava? Come rapportarsi collettivamente alle prese di potere? Posso solo dire che, nelle tre settimane di workshop, la profondità degli argomenti trattati dai bambini non ha fatto altro che porre domande spiazzanti per gli adulti. Quel video dimostra come con un diverso tipo di input possiamo avere una visione sociale e politica molto diversa e quindi la possibilità di cambiare la società nella quale viviamo.

Tra i lavori di Adelita Husni-Bey: ARD (Land), 2014, After the Finish Line e Agency, 2015. Unica protagonista femminile del Padiglione Italia curato da Cecilia Alemani alla Cinquantasettesima Biennale di Venezia, Husny- Bey ha presentato il video The Reading (La seduta).