Torna a speciale Il FAI ieri e oggi

    Villa dei Vescovi e Villa Fogazzaro Roi

    Il FAI e le sue donazioni

    Condividi


    Il FAI attua una politica di salvaguardia dei Beni e del Paesaggio che, di volta in volta, viene modulata sui diversi contesti riguardanti l'oggetto di interesse. Oltre alle concessioni pubbliche trattate con Stato e Regioni e i comodati con privati proprietari di Beni, è tradizione del FAI l'acquisto diretto di opere importanti (come fece la fondatrice Giulia Maria Crespi fin dal 1977), o anche l'approvvigionamento del sito tramite donazione o legato testamentario. È questo il caso delle due ville storiche qui proposte: Villa dei Vescovi, donata da Maria Teresa Olcese Valoti e Pierpaolo Olcese (in memoria di Vittorio Olcese), nel 2005, aperta al pubblico nel 2011 e Villa Fogazzaro Roi, Legato testamentario di Giuseppe Roi nel 2009, aperta al pubblico nel 2010.

    Villa dei Vescovi, rappresenta il nostro Rinascimento nella campagna dei Colli Euganei, a Luvigliano di Torreglia, in provincia di Padova.

    Villa Vescovi è una dimora di inizio Cinquecento, concepita per l’ozio, ossia il soggiorno estivo dei signori padovani. La villa introduce in queste terre il gusto per la classicità e gli echi rinascimentali romani, anticipando così l'estetica del Palladio 

    Il concepimento della Villa fu del nobiluomo Alvise Cornaro dal Vescovo di Padova, che qui individuò la sede per un circolo intellettuale raccolto attorno al valore del paesaggio e al suo ruolo di stimolo verso riflessioni e pensieri elevati, elementi indispensabili per governare bene. Progettata tra il 1535 e il 1542, su questi ideali dall’architetto veronese Giovanni Maria Falconetto (1468-1534/35), con una concezione rigidamente geometrica, la Villa fu oggetto di successivi interventi da parte di Giulio Romano al quale sembra, si deva l'ideazione del bugnato che caratterizza il piano terreno. L'edificio è un raffinato esperimento della cultura umanista in cui architettura, arte e paesaggio giocano fra loro in continui rimandi visivi negli spazi delle logge e delle terrazze per realizzare il benessere dell’uomo. Avvicinandosi alla Villa, una distesa di vigneti lascia il posto alle geometrie verdeggianti del brolo, poi la bellezza del paesaggio reale torna a rispecchiarsi nei panorami idealizzati delle logge e degli interni interamente affrescati dal pittore fiammingo Lambert Sustris (1515/20-1584). Lo straordinario esempio di decorazione, rappresenta il primo esempio veneto ispirato all'arte romana antica, prima dell'innovazione imposta successivamente da Paolo Veronese. La vocazione originaria di luogo capace di ispirare ed elevare lo spirito, sopravvive ancora oggi.

    Villa Foigazzaro Roi, situata a Oria di Valsolda sulla sponda italiana del lago di Lugano (provincia di Como), evoca le pagine di Piccolo mondo antico (1895) di Antonio Fogazzaro.

    Tra i libri e i ricordi dello scrittore, il luogo restituisce le atmosfere del suo capolavoro che qui prese forma; oggi offre un viaggio nell’Ottocento tra arredi, quadri e oggetti di squisito gusto ronanzesco, dalle stanze, al giardino di Franco e Luisa, fino alla darsena dove morì la piccola Ombretta

    Nel 1960 il marchese Giuseppe Roi, detto Boso, pronipote di Antonio Fogazzaro, ricevette in eredità dallo zio paterno la Villa, divenendo unico custode delle memorie qui conservate. Roi iniziò i lavori di restauro e ammodernamento della dimora fra gli anni ’50 e ’60 del Novecento, recuperando molti arredi originali e cimeli della Villa per restituirne la sua dimensione più autentica. Il marchese fece costruire una nuova area della casa, dedicata alla Sala da Pranzo, allo Studio e alla sua Camera da Letto, con l’intento di rendere più confortevoli gli spazi per l’accoglienza degli ospiti. 
    Il marchese Roi era un uomo gentile e affabile, un infaticabile viaggiatore e un originale collezionista con una grande passione per l’arte. Fortemente affezionato alle sue origini egli si è dedicato allo sviluppo delle potenzialità culturali della sua Vicenza e alla valorizzazione dell’opera del suo trisavolo Antonio Fogazzaro. Nella Villa, spicca per importanza la Camera dello scrittore con il letto originale in legno, riccamente intagliato. Nell’Alcova inoltre, è conservato il manoscritto Miranda, poemetto di Fogazzaro scritto nel 1874.  
    La villa è stata il set di Mario Soldati per il film Piccolo mondo antico (1941), con Massimo Serato e Alida Valli che, per l'occasione, regalò una foto con dedica a Giuseppe Roi, oggi esposta in Biblioteca.