Ricordando Ettore Scola: "Dramma della gelosia"

Ricordando Ettore Scola: "Dramma della gelosia"

19 gennaio: a 10 anni dalla scomparsa

Ricordando Ettore Scola: "Dramma della gelosia"

Per la particolarità del suo cinema che è quella di lasciare degli spazi al pubblico, spazi di riflessione autonoma nei quali ognuno può trovare se stesso, i propri sogni, impulsi, desideri, delusioni. È considerato uno dei massimi registi italiani, per molti un maestro

Con questa motivazione, il 21 febbraio del 2001, Ettore Scola riceveva la medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte a coronamento di una carriera di successi e di premi: dalla Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1976 per la regia di Brutti, sporchi e cattivi al César per C'eravamo tanto amati, miglior film straniero nel 1977, dal David di Donatello e il Golden Globe del 1978 per la regia di Una giornata particolare fino al Premio Jaeger-leCoultre Glory to the Filmmaker per Che strano chiamarsi Federico nel 2013. Senza dimenticare le quattro nomination all'Oscar, i tre Ciak d'oro vinti nell'87 per La famiglia e quello alla carriera nel 2013.

Avellinese di Trevico, Scola nasceva il 10 maggio 1931 e ci lasciava 10 anni fa, il 19 gennaio 2026. Romano d'adozione - la famiglia si trasferisce nella capitale poco dopo la sua nascita - abita all'Esquilino. Giovanissimo disegna vignette umoristiche che pubblica sulla rivista "Marc'Aurelio", una delle più popolari riviste satiriche del Paese, dove conosce Federico Fellini. Tra i due nascerà una solida amicizia che durerà tutta la vita e che Scola racconta nel suo ultimo film, realizzato nel 2013: Che strano chiamarsi Federico.

Dopo un decennio in cui si dedica a scrivere sceneggiature per le commedie all'italiana (tra cui Un americano a Roma, Il conte Max, Il sorpasso), spesso incrociando la penna con quella di Ruggero Maccari, nel 1964 esordisce dietro alla macchina da presa, firmando la regia di Se permette parliamo di donne con Vittorio Gassaman e Giovanna Ralli. Il successo arriva nel 1974 con il film considerato il suo capolavoro, dedicato a Vittorio De Sica: C'eravamo tanto amati che ripercorre un trentennio di storia italiana attraverso le vicende di un gruppo di amici interpretati da Gassman, Nino Manfredi, Stefania Sandrelli e Stefano Satta Flores. Oltre agli indimenticabili cammei di Mastroianni, Fellini, Mike Buongiorno, Aldo e Lella Fabrizi. 

Diventato ormai un maestro di fama internazionale, Scola continua a produrre opere molto apprezzate da pubblico e critica, sia in Italia che all'estero, a partire da Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) del 1970, la commedia grottesca Brutti, sporchi e cattivi nel 1976, due episodi del film collettivo I nuovi mostri nel 1977, ma soprattutto Una giornata particolare nel '77 e La terrazza nel 1980. Nel 1988 esce nei cinema Splendor e l'anno dopo Che ora è, entrambi interpretati da Marcello Mastroianni e Massimo Troisi.  


Ettore Scola dietro alla macchina da presa

Rai Cultura, in occasione del 10° anniversario della morte di Ettore Scola, vuole ricordarlo proponendo la visione del film Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca), realizzato dal regista nel 1970, con un trio di attori eccezionali: Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Giancarlo Giannini. Migliore interpretazione maschile a Marcello Mastroianni al Festival di Cannes 1970 e, sempre nel 1970, Globo d'oro e Grolla d'oro a Monica Vitti.


Una scena del film "Dramma della gelosia" di Ettore Scola (1970)