Alessandro Blasetti e "La lunga strada del ritorno"

Un omaggio al regista romano nato il 3 luglio del 1900

Tullio Kezich sul Corriere della Sera, in occasione del centenario della sua nascita, lo ha definito "il padre fondatore del moderno cinema italiano". Alessandro Blasetti, romano, classe 1900, nei suoi cinque decenni di carriera ha saputo confrontarsi con tutti i generi cinematografici: dai film di apologia del regime (Sole, 1929 e Vecchia guardia, 1935) ai kolossal storici (1860 I Mille di Garibaldi, 1934 e Nerone con Ettore Petrolini, 1930, Ettore Fieramosca del 1938), dalle commedie sentimentali tanto in voga all'epoca (L'impiegata di papà, 1934, Contessa di Parma, 1937) alle pellicole in costume di pura evasione che tanto successo risquotevano tra il pubblico (Un'avventura di Salvator Rosa 1939, La corona di ferro 1941, La cena delle beffe 1942).

Grande sperimentatore, si deve a lui il primo film sonoro italiano, Resurrectio (1930), un fallimento dal punto di vista commerciale ma un'opportunità per il regista di vagliare le infinite possibilità che si aprivano con l'introduzione del sonoro nel cinema.

La svolta per Blasetti, studiata a lungo e cercata dal regista, arriva con 4 passi tra le nuvole (1942). Considerato tra i film precursori del neorealismo italiano, insieme a Ossessione di Luchino Visconti e I bambini ci guardano di Vittorio De Sica, ha avuto ben due rifacimenti: Era di venerdì 17 (1956) e Il profumo del mosto selvatico (1995). Nella lista dei 100 film italiani da salvare.

Finita la guerra e caduto il fascismo, anche Blasetti, come altri registi che avevano conosciuto il successo durante il Ventennio, torna a lavorare dietro la macchina da presa. Nel 1945 esce nelle sale italiane il film Un giorno nella vita che la critica definisce "un film pacifista", contro gli orrori della guerra e sulla necessità di abbandonare ogni volontà di vendetta a favore del dialogo e della riconciliazione. 

Negli anni Cinquanta Blasetti riprende le sue sperimentazioni, impegnandosi in una nuova avventura pioneristica. Con il dittico Altri tempi - Zibaldone n. 1 (1952) e Tempi nostri - Zibaldone n. 2 (1954) inaugura il filone del film a episodi (o racconto breve), che esploderà negli anni Sessanta, diventando un genere molto in voga. Nell'ultimo episodio di Altri tempi, Il processo di Frine, lancia per primo la coppia Vittorio De Sica - Gina Lollobrigida (in questa occasione per l'attrice italiana viene coniato il termine "maggiorata") e in seguito quella, ancor più fortunata e longeva, Macello Mastroianni - Sophia Loren

Gli ultimi anni di creatività Blasetti li dedica al genere documentario. Anche qui dimostra la sua attitudine ad essere un precursore. Con Europa di notte (1958), un viaggio antologico nelle maggiori città europee e all'offerta di intrattenimento notturno, il regista romano introduce il reportage sexy, mentre con Mondo cane (1962) inaugura il cosiddetto mondo movie, realizzato con esplicite scene di sesso e di violenza.

La lunga strada del ritorno, che vi proponiamo integralmente dopo il restauro effettuato a cura di Teche Rai, è un documentario prodotto dalla Rai nel 1962, coordinato e diretto da Blasetti, che mette insieme in maniera sistematica materiale di repertorio e interviste ai reduci italiani della Seconda Guerra Mondiale realizzate ad hoc in stile reportage storico.

Un importante docu-film, risultato di un certosino lavoro di ricerca nelle cineteche italiane e straniere, nelle quali Blasetti andò in cerca non della cronaca bellica tout-court, ma del volto più privato e sofferto del conflitto. 



Presentato nella sezione "Proiezioni Speciali" alla 74esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 2017, la pelllicola nel 2018 ha vinto il premio Best Archive Restoration and Preservation Title ai Focal International Award di Londra.

La sua ultima opera cinematografica Simon Bolivar è del 1969, mentre l'ultimo lavoro per la televisione è dedicato alla Mostra del Cinema di Venezia: Venezia: una mostra per il cinema (1981). Alessandro Blasetti muore il 1° febbraio 1987 all'età di 86 anni.