"Luca", il film d'animazione di Enrico Casarosa

Candidato agli Oscar 2022 come Miglior film d'animazione

La vera magia di Luca è la sua grafica. I design dei personaggi sono attraenti sia nel mondo marino che a terra, e la ricchezza delle ambientazioni in entrambi i regni è una fonte costante di piacere. Il gioco di luci sulla superficie dell'acqua gloriosamente blu è a volte quasi fotorealistico, mentre un tramonto che diffonde il suo bagliore arancione sulle rocce della battigia ti fa desiderare di essere lì.
David Rooney sul The Hollywood Reporter

Scritto e diretto dall'animatore, sceneggiatore e regista genovese (naturalizzato statunitense) Enrico Casarosa, il film animato Luca (2021) è stato selezionato per la corsa all'Oscar 2022 nella categoria Miglior film d'animazione. Prodotto dai Pixar Animation Studios in co-produzione con Walt Disney Pictures, la pellicola, ambientata sulla Riviera ligure, si ispira direttamente all'infanzia del suo autore, Casarosa, trascorsa sulle spiegge rivierasche e all'incontro con il suo migliore amico di quando aveva 11 anni, Alberto. 

Siamo in Italia, in Liguria, nel 1959. Il protagonista della storia, Luca Paguro, è un timido mostro marino preadolescente che vive sul fondo del Mar Ligure, vicino alla cittadina di Portorosso. Qui trascorre le sue giornate radunando banchi di triglie. I suoi genitori gli hanno proibito di salire in superficie per paura che gli umani possano dargli la caccia. Un giorno però Luca incontra un altro giovane mostro marino, Alberto Scorfano, che vive da solo sulla terra dato che suo padre lo lascia spesso solo. Alberto incoraggia Luca ad avventurarsi fuori dal mare, mostrandogli che i mostri marini, quando si asciugano sulla terra, si trasformano in umani e tornano alla loro vera forma quando si riimmergono nell'acqua salata. Luca è restio ma alla fine segue Alberto nel suo nascondiglio: una torre in mezzo a un isolotto piena di oggetti da collezione, dove trova un manifesto che mostra una Vespa. I due decidono di passare i giorni seguenti a tentare di costruirne una con gli oggetti trovati da Alberto, mentre Luca tenta di mantenere la sua doppia vita nascosta ai genitori, parlandone soltanto con la nonna, che, per il momento, gli promette di mantenere il segreto.

Il mio migliore amico Alberto era un po' un terremoto, io ero molto timido e avevo una vita un po' al riparo da tutto: non avremmo potuto essere più diversi... Alberto mi ha spinto fuori dalla mia zona di comfort, e mi ha spinto giù da molti precipizi, metaforicamente e non. Probabilmente non sarei qui se non avessi imparato a inseguire i miei sogni da lui. Sono questi i tipi di amicizie profonde di cui volevo parlare in Luca, ed è quello che è al centro di questo film.
Enrico Casarosa

Per la creazione dei mostri marini Casarosa si è invece ispirato alla tradizione folkloristica regionale e in particolare alla leggenda di Colapesce, tramandata fin dal XII secolo in varie versioni. I mostri, spiega Casarosa, sono anche una metafora che rappresenta il "sentirsi diversi":

Eravamo anche un po' 'estranei', quindi ci è sembrato giusto usare i mostri marini per esprimere l'idea che da bambini ci sentivamo tutti un po' diversi e non fighi

Ma chi è Enrico Casarosa, balzato agli onori della cronaca in questi giorni grazie alla candidatura agli Oscar? Genovese, classe 1971, Enrico studia alla School of Visual Arts and Illustration di New York. Inizia a lavorare come storyboard artist per L'era glaciale e Robots presso i Blue Sky Studios, ed è il designer di alcune serie TV per Disney Channel. Passa alla Pixar Animation Studios, come storyboard artist, con Cars, Ratatouille e Up, gli ultimi due vincitori del Premio Oscar come miglior lungometraggio d'animazione.

Nel 2011 debutta come regista con il cortometraggio La luna, proiettato nelle sale prima del lungometraggio Pixar The Brave. Con questo progetto riceve la sua prima candidatura al Premio Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione.