Franco Cardini. Migrazioni

Un fenomeno costante nella storia

Il fenomeno della migrazione, nell'analisi che fa per noi lo storico Franco Cardini, intervistato ad Ancona in occasione della prima edizione del KUM! Festival - Curare, Educare, Governare, deve essere visto nei suoi molteplici aspetti. Innanzitutto va considerato l'aspetto quantitativo: secondo i dati più recenti, interessa circa 250 milioni di esseri umani, il 3% della popolazione globale. Da un punto di vista più strettamente storico, la migrazione è un fenomeno costante, collegato a fattori ciclici (il clima) o lavorativi (la transumanza) o, ancora, a guerre, epidemie. Cardini cita anche un terzo elemento, contraddistinto dalla stridente contraddizione tra le regole che noi occidentali ci imponiamo e cerchiamo di esportare nel resto del mondo (uguaglianza, difesa dei diritti fondamentali) che però nella realtà non si ralizzano: gli uomini non nascono uguali, è la politica che dovrebbe svolgere il compito - e non c'è ancora riuscita - di riequilibrare le disomogeneità.

Le migrazioni che ci spaventano sono quelle che crediamo di non saper governare o comunque di non aver determinato, come quelle dal continente africano. In realtà, come società occidentale avanzata, a livello di governi, siamo tra i primi responsabili delle migrazioni che ci fanno paura. Tra le cause che favoriscono, infatti, lo spostamento delle popolazioni dal Sud al Nord del mondo cè lo sfruttamento indiscriminato del territorio o i rapporti tra governi egemoni e governi locali su cui non interveniamo.

Il nostro atteggiamento rispetto ad un fenomeno ingovernabile - conclude Cardini - è peggiore della xenofobia perché si chiama ricerca del capro espiatorio.

Oggi è il fondamentalismo islamico ad essere considerato la causa di tutti i mali che ci affliggono, in realtà non c'entra nulla con le migrazioni che sono eventi fisiologici, non patologici.


Franco Cardini è uno storico italiano nato a Firenze nel 1940. Dopo la laurea in Lettere conseguita presso l’Università di Firenze, per breve tempo è stato professore di scuola superiore e poi ha insegnato in diverse università tra cui quelle di Middlebury, Barcellona e Bari. Attualmente è professore ordinario di Storia Medievale presso l'Università di Firenze. Specializzato nello studio del Medioevo, si è occupato soprattutto di crociate, di pellegrinaggi e di rapporti tra la cristianità e l’Islam. Tra i suoi numerosi libri si ricordano: La vera storia della Lega lombarda (1991); Noi e l'Islam: un incontro possibile? (1994); Alla corte dei papi (1995); L’avventura di un povero crociato (1997); Gerusalemme (2012); L'appetito dell'imperatore. Storie e sapori segreti della Storia (2014); entrambi nel 2015, Andare per le Gerusalemme d'Italia e Un uomo di nome Francesco; nel 2016, Il califfato e l'Europa. Dalle crociate all'ISIS: mille anni di paci e guerre, scambi, alleanze e massacri , L'Islam è una minaccia. Falso! , Onore e Samarcanda. Un sogno color turchese;  nel 2017, Dunkerque. 26 maggio-4 giugno 1940: storia dell'operazione Dynamo (con S. Valzania), La congiura. Potere e vendetta nella Firenze dei Medici (con B. Frale) e La Via della Seta. Una storia millenaria tra Oriente e Occidente (con A. Vanoli); Andalusia (2018). Per i suoi studi ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Dal 1994 al 1996 è stato membro del Consiglio d’amministrazione della RAI. È stato fondatore della rivista Percorsi, collabora con il quotidiano Avvenire e dal 2012 fa parte del comitato scientifico della rivista Eurasia.