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La filosofia e i viventi non umani 

Giuseppe Girgenti. L'intelligenza degli animali, delle piante e delle macchine

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Giuseppe Girgenti, professore ordinario di Storia della Filosofia antica all'Università San Raffaele di Milano, parla della questione dell’intelligenza dei viventi non umani e delle conseguenti sfide ecologiche ed etiche che oggi ci troviamo a dover affrontare. A proposito del concetto di intelligenza artificiale già i pitagorici avevano parlato di una razionalità intrinseca dell’universo, di un ordine razionale traducibile in numero, che non presuppone una coscienza, un’idea che della filosofia antica, che è stata ereditata dalla rivoluzione scientifica moderna, tanto che Galileo sosteneva che l’universo è scritto in caratteri matematici.  Se noi parliamo di intelligenza artificiale riproduciamo con la tecnica una struttura numerica già insita nell’universo, mentre altro discorso è parlare di un’intelligenza artificiale che maturi una coscienza artificiale.
Il mondo greco quando ha parlato di intelligenza ha attribuito in prima battuta questa caratteristica all’uomo ma la tradizione aristotelica e poi neoplatonica ha messo in crisi la definizione esclusiva dell’uomo come animale razionale ponendo il problema dell’intelligenza animale. Plutarco ha parlato di intelligenza degli animali ponendo le basi per l’animalismo contemporaneo e Porfirio scrisse un trattato sull’intelligenza degli animali invitando gli uomini a non ucciderli per cibarsene. Ma anche le piante per Aristotele sono dotate di un’anima vegetativa, che nella tradizione scolastica è stata intesa come la capacità di vivere e di riprodursi, ma gli approcci alla vita vegetale più recenti stanno rivalutando l’approccio aristotelico alla vita vegetale come capacità di acquisire, elaborare e trasmettere informazioni che per la vita vegetale si intreccia con la genetica ed è un aspetto in cui la parte più trascurata della scienza antica, in particolare della scienza aristotelica, ossia gli studi di botanica e di zoologia,  si rivela di grande attualità. 
La questione dell’intelligenza degli animali e delle piante ci pone delle sfide ecologiche da affrontare con buon senso, evitando gli eccessi dell’animalismo e recuperando forme di cooperazione armonica, nella prospettiva di un’etica non antropocentrica e nello stesso tempo non fanatica.