Umberto Curi. L'originario significato della cura 

Sollecitudine, attenzione e ascolto 

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Umberto Curi, autore del saggio Le parole della cura. Medicina e filosofia, pubblicato nel 2017 da Cortina, intervistato nel marzo 2021, parla del significato autentico del termine cura. 

Oggi sta prevalendo un modo di concepire la cura molto lontano rispetto all’accezione originaria di questo termine sia nella lingua latina sia in quella greca. Il termine greco therapeia vuol dire servizio, mettersi all’ascolto dell’altro, quello latino cura ha un significato originario molto diverso rispetto all’identico termine italiano, perché in latino cura vuol dire sollecitudine, preoccupazione per qualcuno.

In latino, pertanto, curare è un verbo intransitivo, vuol dire prendersi cura di qualcuno, concetto che in inglese si esprime con il verbo “to care” che vuol dire mi riguarda, mentre il verbo transitivo che esprime il significato moderno della cura è "to cure".

Nell’arco di due millenni e mezzo la cura è diventata sempre più la somma di trattamenti e somministrazioni riferite ad un oggetto chiamato paziente, piuttosto che riflettere una condizione soggettiva di sollecitudine e di preoccupazione. In qualche modo si tratta di un rovesciamento del significato originario del termine, che si è attuato gradualmente, in particolare con la professionalizzazione della medicina e con i rilevanti interessi economici connessi con l’erogazione dell’attività sanitaria.  


Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova e docente presso l’Università “Vita e salute” San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne l’intima dinamica epistemologica e filosofica. Più di recente si è volto a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra e visione. Tra le sue pubblicazioni: La cognizione dell’amore. Eros e filosofia (Milano 1997); Polemos. Filosofia come guerra (Torino 2000); Lo schermo del pensiero. Cinema e filosofia (Milano 2000); Il farmaco della democrazia (Milano 2003); La forza dello sguardo (Torino 2004); Un filosofo al cinema (Milano 2006); Terrorismo e guerra infinita (Assisi 2007); Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche (Torino 2008); Miti d’amore. Filosofia dell’eros (Milano 2009); Straniero (Milano 2010); Via di qua. Imparare a morire (Torino 2011); Passione (Milano 2013); L'apparire del bello. Nascita di un'idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); La brama dell’avere (con S. Chialà, Trento 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019).