Carlo Sini. La scienza e il mondo

L'impossibilità dell'ontologia

Nel video Carlo Sini, intervistato in occasione delle Romanae Disputationes. La questione del corpo, parla del tema della sua lezione magistrale tenuta il 1° ottobre del 2021 e risponde ad alcune domande sui temi della scienza e della cosiddetta intelligenza artificiale. 

La scienza ci mette a disposizione strumenti di libertà, ma la questione vera è che non bisogna confondere il corpo vissuto con il corpo saputo. Invece noi spesso scambiamo le proposizioni relative a ciò che sappiamo del corpo con ciò che facciamo con il corpo, il corpo vissuto, che è il frutto di un’evoluzione non oggettivabile e non si traduce mai nel corpo saputo. 
Da Darwin in poi sappiamo che la vita è solo un’espressione verbale, un’astrazione: non esiste la vita, ma solo i corpi viventi.

La vita è nella strozzatura dei corpi, che è storica, i corpi stanno nella vicenda nel qui e ora, nelle modificazioni che accadono oggi in un corpo che è in relazione con l’ambiente e con gli altri corpi. 

Con Darwin abbiamo capito che la forma non esiste, è solo una configurazione temporanea, un’apparenza transitante in continua evoluzione, sempre qui ed ora, mentre tutta la riflessione filosofica da Platone è partita dalla forma. L’ontologia, pertanto, non è più possibile non c’è nessuna forma eterna, né alcun ente in quanto tale, le cose in loro stesse sono in continuo divenire come diceva Ilya Prigogine, che auspicava una nuova alleanza tra scienza e filosofia. 


La scienza costruisce delle mappe ma il costruttore delle mappe non sta nella mappa. Invece lo scienziato sta nel mondo che studia, per cui non hanno senso formulazioni, che talvolta si leggono, come “il mondo là fuori”. Noi siamo nel mondo, siamo parte e conseguenza del mondo, non si fanno domande al mondo perché il mondo non entra in dialogo con noi. La domanda che ha senso non è quella che si chiede che cosa è il mondo, ma che cosa del mondo ne possiamo fare.
È assolutamente legittimo, invece, chiedersi che cos’è la scienza, senza dimenticare però colui che pone la domanda, che è un corpo storico determinato con una serie di conoscenze, di convinzioni, di esigenze, di finalità pratiche e tutto questo non sta fuori della cosa. Le cose le incontriamo nelle nostre operazioni pratiche e acquistano verità nelle modalità del nostro incontro. 

Nella società di massa che ha invaso le democrazie trasformando la scelta democratica in un lavoro di semplici influenze, per cui l’importante è non è che quello che si dice sia vero o falso ma convincere gli elettori, questa retorica sofistica che ha preso il posto della verità democratica induce una quantità sterminata di persone incolte, violente e superstiziose ad usare strumenti tecnologici potenzialmente utili per dire sciocchezze e perseguitare il prossimo, per il solo piacere di esistere nella loro miserabile volontà di potenza.  

Un computer non ha memoria per una ragione semplicissima: non ha memoria perché non ha oblio. Solo colui che ha dimenticato può ricordare, riportando nel cuore quel che ha dimenticato e che vive solo nel ricordo, che comporta anche l’oblio. Così è per l’intelligenza artificiale. Ma quale intelligenza?  Se all’intelligenza artificiale avete la capacità di aggiungere delle orecchie allora forse diventa umana. Ma per aggiungere delle orecchie bisognerebbe aggiungere non solo tutto il corpo, ma anche centinaia di milioni di anni di evoluzione e di storia. Quindi si tratta semplicemente di metafore della parola, di luoghi comuni del linguaggio, che il competente sa riconoscere facilmente. 



Carlo Sini, già professore di Filosofia teoretica presso l’Università Statale di Milano, è membro dell’Accademia dei Lincei. Studioso del pragmatismo americano e della fenomenologia, ha sviluppato un rilevante approccio teorico ai legami tra filosofia e scrittura, con particolare riguardo all’alfabeto greco inteso come forma logica del pensiero occidentale. Negli ultimi anni si è dedicato a un’ampia sistemazione “enciclopedica” del sapere filosofico che lo ha condotto a discutere i temi della pratica tra etica, politica ed economia. Tra i suoi libri: Il comico e la vita (Milano 2003); Figure dell’enciclopedia filosofica. Transito verità (Milano 2004-2005, in 6 voll.: 1: L’analogia della parola: filosofia e metafisica; 2: La mente e il corpo: filosofia e psicologia; 3: Origine del significato: filosofia ed etologia; 4: La virtù politica: filosofia e antropologia; 5: Raccontare il mondo: filosofia e cosmologia; 6: Le arti dinamiche: filosofia e pedagogia); Archivio Spinoza. La verità e la vita (Milano 2005); Del viver bene: filosofia ed economia (Milano 2005); Distanza un segno: filosofia e semiotica (Milano 2006); Eracle al bivio. Semiotica e filosofia (Torino 2007); Da parte a parte. Apologia del relativo (Pisa 2008); L’uomo, la macchina, l’automa: lavoro e conoscenza tra futuro prossimo e passato remoto (Torino 2009); L’Eros dionisiaco (Milano 2011); Scrivere il silenzio: Wittgenstein e il problema del linguaggio (Roma 2013); Spinoza (Milano 2013); La solidarietà delle pratiche (Milano 2014); Il profondo e l’espressione (Milano 2014); Il pensiero delle pratiche (Milano 2014); Reale, più-che-reale, virtuale (Milano 2014); Figure di verità (Milano 2014); Enzo Paci: Il filosofo e la vita (Milano 2015); Inizio (Milano 2016); Trittico (Milano 2018); Lo specchio di Dioniso. Quando un corpo può dirsi umano? (con C.A. Redi, Milano 2018); Dante (Napoli-Salerno 2019); Il gioco della verità. Semiotica ed ermeneutica: 1\2 (Milano 2019); La vita dei filosofi (Milano 2019); Perché gli alberi non rispondono. Lo spazio urbano e i destini dell’abitare (con G. Pasqui, Milano 2020); E avvertirono il cielo. La nascita della cultura (con T. Pievani, Milano 2020); La tenda. Teatro e conoscenza (con A. Attisani, Milano 2021); Idioma. La cura del discorso (Milano 2021). Jaca Book pubblica l’edizione delle sue Opere.