L'anima dei luoghi e II corpo nello spazio

Intervista con Carlo Truppi su James Hillman

Nel video Carlo Truppi, intervistato nella sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, parla del suo incontro con il filosofo e psicoanalista James Hillman (Atlantic City, 1926 - Thompson, 2011), dal quale sono nati due libri L'anima dei luoghi. Conversazione con Carlo Truppi, pubblicato da Rizzoli nel 2004 e Anima e corpo dei luoghi. Incontri con James Hillman, pubblicato nel 2017 da La Scuola di Pitagora e risponde ad alcune domande sull’architettura, sull’urbanistica e sul concetto di politica della bellezza. 

Seguendo le orme di Jung e degli antichi greci, Hillman sostiene che anche i luoghi hanno un'anima, sono popolati da divinità diverse, assorbono i pensieri e le tradizioni degli uomini che li abitano da secoli o millenni.

Nel libro emerge l'idea di un'architettura lontana da uno "stile internazionale" indifferente alle specificità locali; al contrario, se case, monumenti e città vogliono dare un contributo positivo alla vita degli uomini che vi abitano, devono rispettare e rispecchiare la natura segreta dei luoghi in cui sorgono: l'anima dei luoghi respira insieme all'anima del mondo e alla nostra anima.

L'obiettivo degli incontri con James Hillman è contribuire alla consistenza arcaica dell'architettura, far nascere il nuovo dai fondamenti, dare un contributo alla vita e al creato, valorizzare l'ereditato, far riemergere l'identità dei luoghi, rispettando le loro peculiarità. Un linguaggio capace di esprimere l'anima col 'corpo', avere nel costruito presenze con significati, capaci di coinvolgere e portare richiamo, piacere di vedere e di abitare. Le forme si collocano nello spazio, formano i luoghi, caratterizzano l'ambiente.

Bisogna, quindi, bloccare l'omologazione, intervenire con sensibilità per le caratteristiche ambientali e gli archetipi del costruito. Lo stile veramente internazionale non può essere omologante, trasmette le particolarità del luogo, caratteristiche universalmente riconosciute e apprezzate, con significati e valori incorporati.

Rispettare l'identità del luogo corrisponde alla genesi del costruito, per essere correttamente integrato nel paesaggio - naturale e urbano. Le presenze originate da quanto offerto dalla storia con la bellezza riscontrata, che forma il bello e continua a portare il bene, fanno dell'attuale il prosieguo dell'ereditato. Operare senza prescindere dal saper vedere, condizione propedeutica del saper fare, predisporre l'abaco ambientale, per l'analisi su cui radicare il nuovo. Rendere i 'corpi' appropriati, con un'armonia tra gli arti che li compongono e tutto ciò che li circonda. I caratteri identitari sono fondati sugli archetipi, da riprendere, interpretare e non rinnegare. Conservare e attualizzare mitici valori da ritrovare nelle forme. Mettere in evidenza tutto ciò che il 'corpo' richiede nell'ambito dell'architettura, consolidando il fondamento dell'ideazione, assumendo modelli esemplari, collegando sensibilità e competenza, in modo da realizzare la bellezza.

"L'arte del costruire" richiede sensibilità per significati e valori, corrispondenti a esigenze sociali, contribuire al bene. II corpo, con 'immagini costruite', contiene ed esprime valori, 'tocca' il cuore, emana anima. Il costruire con archetipi coinvolge, ha un richiamo, valori saggiamente interpretati e tecnicamente attualizzati rendono permanente il bene della bellezza.


Carlo Truppi, architetto e scrittore, professore ordinario di Progettazione ambientale, si occupa dei rapporti tra il proprio ambito disciplinare e altre arti. Tra i recenti scritti pubblicati: La città del progetto. Trasferimento di tecnologie e convergenze multidisciplinari (Napoli 1999); L’anima dei luoghi (con James Hillman, Milano 2004); voce Ambiente, in Enciclopedia Filosofica (Milano 2005); I luoghi dell’anima con Wim Wenders (Firenze 2007); I luoghi dell’anima, in Wim Wenders, Palermo Shooting, Real video (Milano 2009); Tra costruzione e progetto. Classico e moderno come scenario del costruire (Napoli 2012); Continuità e mutamento. Il tempo nella innovazione delle tecniche e nella evoluzione dell’architettura (Milano 2012).