Amelia Rosselli: poesia, musica e matematica

Un prezioso frammento di un'intervista alla grande poetessa

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Amelia Rosselli parla qui delle sue ricerche di una metrica influenzata da musica e matematica, oltre che dalla tradizione letteraria. Nata a Parigi nel 1930 dall’esule antifascista Carlo Rosselli e da madre inglese, oltre che in Francia, vive negli Stati Uniti e in Inghilterra. Rientrata in Italia nel 1950, si stabilisce a Roma, dove abita fino alla morte, avvenuta nel 1996. Compie studi di teoria e composizione musicale che influenzano la sua scrittura in versi, e svolge attività di traduttrice e giornalista. Il suo debutto italiano in poesia avviene nei primi anni Sessanta, quando Pasolini pubblica una scelta dei suoi versi sulla rivista “Il Menabò" (1963) seguita dallla raccolta poetica Variazioni belliche, 1964. In seguito pubblica: Serie ospedaliera, 1969 contenente il poemetto "La libellula", Documento, 1976 che raccoglie le poesie tra ‘66 e il ’73, Impromptu, 1981, Appunti sparsi e persi, 1983 Sleep, 1992. È autrice di versi anche in altre lingue: Primi scritti (1980) raccoglie testi in inglese, francese e italiano scritti tra il ‘52 e il ’63. 
Da Impromptu:

Questa notte con spavaldo desiderio
scesi per le praterie d’un lungo fiume
impermeato d’antiche abitudini
ch’al dunque ad un segnale indicavano
melma, e fiato. Solo sporcizia
sì, vidi dall’ultimo ponte, dubitando
d’una mia vita ancora rimasta al
sole, non per l’arrosto ma
per il fuoco è buona: se a tutti divenne
già prima ch’io nascessi – indifferente
la mia buona o cattiva sorte, dall’altr’angolo
che non da questa visione crematorizzata
dalla mia e vostra vita terrorizzata
se resistere dipende dal cuore
piuttosto dalle sottane s’arrota
la Mistinguette, la vita sberciata
per un attimo ancora, se sesso
è così rotativo da apparire poi
vano a questo recitativo che mi
faceva passare per pazza quando
arroteandomi dietro ad ogni scrivania
sorvegliavo i vostri desideri d’essere
lontani dalla mia, rotativa nella
notte specchiata nel lucido del
vetro che copre le vostre indifferenze
alla mia stralunante morte.