Pinocchio e il potere

David Riondino, Margherita Hack, Alessandro Zaccuri, Rossana Dedola

Intervista all'attore David Riondino, al critico letterario Alessandro Zaccuri, all'astrofisica Margherita Hack  sul capolavoro di Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio in relazione al tema del potere. Rossana Dedola ricostruisce il rapporto tra Carlo Collodi e il suo tempo: "non voleva più essere un suddito del Granducato di Toscana". David Riondino:

Il rapporto di Pinocchio col potere è forse l’elemento più sociale che Collodi ci racconta in questo viaggio fantastico sulla natura umana. È un rapporto molto critico. Collodi è evidentemente molto scettico e ci dice delle cose che sono il senso comune, direi piccolo borghese e popolare, di quello che è a quell’altezza dell’ottocento l’idea della giustizia. L’idea della giustizia che è ingiusta coi poveri e che è servile verso i poteri forti, l’idea dell’impunità di chi è ricco e potente oppure di alto rango oppure nato bene. Insomma, il mondo degli adulti è un mondo sostanzialmente violento e ingiusto per Collodi, quindi il viaggio del burattino è una grande forma di sghignazzo, di derisione, di affermazione di libertà.

Margherita Hack:

Il giudice rappresentato da un severo scimmione rappresenta il potere e soprattutto il potere ingiusto, perché darà ordine di liberare tutti i malandrini. E infatti la guardia apre le prigioni: tutti vanno via, ma Pinocchio viene lasciato in carcere. Quindi: gli innocenti in carcere e i mascalzoni a spasso. Questa è la morale che Collodi dà del potere ingiusto, che purtroppo è spesso presente anche nelle nostre democrazie. Questa disonestà diffusa, di cui era evidentemente piena la società di Collodi, è una lezione che rispecchia purtroppo quella che è la società attuale. Il paese dei balocchi potrebbe essere una metafora del nostro paese del consumismo in cui bisogna avere sempre qualcosa da comprare,  per apparire più che per essere. Quindi il paese dei balocchi può essere proprio una metafora di quello che stanno diventando le nostre società consumiste. Però nel paese dei balocchi si diventa dei grandi ignoranti.


La prima puntata delle Avventure di Pinocchio, Storia di un burattino di Carlo Collodi viene pubblicata sul Giornale per i bambini, fondato dallo stampatore Ferdinando Martini, il 7 luglio 1881. Esce in volume nel febbraio 1883. La sua storia ha fornito lo spunto a innumerevoli interpretazioni e ha stimolato la fantasia di scrittori come Giorgio Manganelli, di autori di teatro come Carmelo Bene e di cinema (tra le riduzioni più famose quella a cartoni animati di Walt Disney del 1940 e il molto più riuscito e fedele film per la televisione di Luigi Comencini del 1972). Ultimo arrivato in ordine di tempo il Pinocchio di Matteo Garrone (2019).

Carlo Collodi è lo pseudonimo di Carlo Lorenzini. Nasce il 24 novembre 1826 a Firenze, figlio di Domenico Lorenzini, cuoco dei conti Ginori, e di Angiolina Orzali, figlia maggiore del fattore dei Conti Garzoni. Trascorre vari anni a Collodi, presso la famiglia materna. Frequenta scuole religiose a Colle Val d’Elsa, e successivamente a Firenze presso gli Scolopi. A vent’anni scrive i cataloghi commentati di una prestigiosa libreria fiorentina, per poi iniziare a pubblicare (1847) su L’Italia Musicale. Fonda e dirige numerosi giornali, tra cui Il Lampione, chiuso dalla censura dopo i moti del 1848. Collodi s’impegna per l’Unità d’Italia come volontario nel 1848 e nel 1860. Intanto si dedica alla scrittura di drammi e racconti. Nel 1856 usa per la prima volta lo pseudonimo di Collodi, con cui firma tutti i suoi libri per bambini e per le scuole. Il suo primo libro per bambini viene pubblicato nel 1876: I racconti delle fate, traduzioni di fiabe letterarie francesi (da autori come Perrault, Madame Leprince de Beaumont, Madame D’Aulnoy). Segue una serie di libri per uso scolastico (1877-1890) con protagonisti Giannettino e Minuzzolo, nei quali le avventure dei personaggi servono a introdurre le nozioni da imparare. Muore improvvisamente a Firenze il 26 ottobre 1890. È sepolto nella tomba di famiglia al il cimitero monumentale fiorentino di San Miniato al Monte.


Autori: Maria Agostinelli, Andrea Cortellessa, Alessandro Greco. Regia: Antonella Zechini.