Edoardo Albinati, Cuori fanatici

Roma anni ottanta: personaggi alla ricerca di sé

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Tanto La scuola cattolica di Edoardo Albinati era un libro aderente ai fatti, alle persone, ai luoghi, tanto questo nuovo Cuori fanatici, pubblicato sempre da Rizzoli, gioca sull’indeterminatezza della trama. Siamo a Roma all’inizio degli anni ottanta, si sente, ma la dimensione metafisica della città prevale su quella fisica, e anche la denominazione di Stivale al posto di Italia va in una direzione simbolica, allergica al realismo. I personaggi messi in scena da Albinati ruotano intorno a Nanni, professore trentenne attaccato al suo lavoro con la fede di chi ha bisogno di una ragione per vivere. Nanni a scuola che osserva i ragazzi durante l’ora di ginnastica e ne raccoglie le intime confidenze; Nanni con la moglie Costanza (creatura sfuggente); Nanni con le tre figlie nella lunga sequenza in cui taglia loro i capelli; Nanni con il suo amico Nico, conosciuto davanti a un quadro; Nanni a una cena in un casale da amici che coltivano sogni di vita alternativa e infine Nanni a letto in una triste ricerca di sesso che gli fa presagire la fine del suo matrimonio. Intervallate a queste, altre scene con diverse figure emblematiche di quel particolare momento storico: il professor Berio, passato dal presenzialismo spinto sui media a un isolamento quasi totale; la terrorista che preferisce uccidere piuttosto che sobbarcarsi la fatica di gestire un rapito; la nonna dispotica che gode dell’inferiorità economica dei figli per averli nella sua orbita; la ragazza alla pari olandese e le sue scorribande in città. Più di Nanni è proprio “la città meridionale” del prologo la protagonista del libro. è stata lei che ha insegnato ai suoi abitanti che il passatempo è il tempo stesso.

 Sono passatempi il lavoro, il riposo, lo studio, la lotta politica, l’omicidio, scrivere, partorire, abortire, passeggiare, corteggiare le ragazze e andare dal sarto. Da questo tipo di coscienza nascono, inseparabili e a volte interscambiabili, la felicità e la disperazione più nera, la calma e la frenesia, e soprattutto quel tocco di nobilità dello spirito che si rovescia e si rispecchia nella cialtroneria vera e propria. 


Edoardo Albinati è nato a Roma nel 1956. Lavora come insegnante nel carcere di Rebibbia. Tra i suoi libri Maggio selvaggio, Orti di guerra, 19, Sintassi italiana, Svenimenti, Tuttalpiù muoio (scritto con Filippo Timi), Vita e morte di un ingegnere. Nel 2016 ha vinto il Premio Strega con La scuola cattolica.