Torna a speciale scrivere un classico nel novecento

    La metamorfosi di Franz Kafka

    Con Luigi Forte

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    La mattina del 17 novembre 1912 il ventinovenne Franz Kafka, dopo una notte di incubi, si sveglia con una domanda: che sensazione si proverebbe a risvegliarsi trasformati in un insetto? Rispondendo a una lettera della fidanzata Felice Bauer, quel giorno dichiara di voler scrivere una storia a partire da questo spunto. All’inizio di dicembre Kafka termina il racconto con la morte del protagonista. Luigi Forte ci introduce alla storia editoriale di La metamorfosi, un racconto centrale nella storia letteraria del Novecento che all'inizio viene rifiutato da un'importante rivista, ma poi pubblicato sul mensile Die weißen Blätter (I fogli bianchi, ottobre 1915) e due mesi più tardi presso l'editore Kurt Wolff di Lipsia, nella collana Der jüngste Tag (Il giorno del giudizio). Arriva in Germania solo nel 1950 e nelle antologie scolastiche solo nel 1960. Viene molto lodato da scrittori come Elias Canetti, Gabriel Garcia Marquez, Primo Levi. Il racconto si apre con la trasformazione del protagonista in un insetto che disgusta i familiari. Nel secondo capitolo Gregor cerca di sopravvivere aggirandosi per la stanza e facendosi nutrire dalla sorella, mentre il padre gli lancia contro delle mele, una delle quali gli si conficca nel dorso. Nell'appartamento in cui vive la sua famiglia per rimediare alla perdita del suo stipendio vengono presi dei pensionanti, lui è ricacciato nella sua stanza e qui muore. La sua fine determina una condizioni positiva per la famiglia che cambia alloggio e punta sul matrimonio della sorella.

    Franz Kafka nasce  il 3 luglio 1883 in una famiglia ebraica di lingua tedesca a Praga, allora parte dell'Impero austro-ungarico. Il padre ha un negozio di merceria ben avviato. Studia giurisprudenza e lavora per un anno per le Assicurazioni Generali di Trieste, passa poi all'Istituto di assicurazioni contro gli infortuni del regno di Boemia, per cui ha incarichi importanti. Nel 1917 gli viene diagnosticata la tubercolosi, malattia che lo condurrà alla  morte avvenuta in sanatorio il 3 giugno 1924 a quarantun anni. 

    Il racconto di Kafka, La metamorfosi nasce da un profondo e indissolubile conflitto tra padre e figlio, un padre che lo vuole inserito nella vita borghese e attivo e un figlio che sogna la libertà totale e assoluta nella scrittura. Da questo dissidio nasce la grande metafora della trasformazione del personaggio in insetto, cioè una sorta di esilio, di autopunizione masochistica. Kafka però non lancia solo un messaggio al padre e alla famiglia da cui si aspetta un certo aiuto che non riceverà ma in qualche modo a tutti noi, all'umanità intera. Il suo è il tentativo di prospettare una realizzazione, un'umanizzazione dell'individuo che, all'interno di una piena e totale libertà, riesca in qualche modo a realizzare se stesso.


    Luigi Forte è nato a Torino nel 1942. Germanista, ha insegnato nelle università di Tübingen, Firenze, Bari e Torino. Studioso di letteratura moderna e contemporanea è autore di una commedia sul poeta austriaco Nikolaus Lenau e di un radiodramma per Rai 3 su Thomas Bernhard. È membro dell’Accademia tedesca per la lingua e la poesia di Darmstadt. Collabora al quotidiano La Stampa e al settimanale svizzero Azione. Tra i suoi libri: Romanzo e utopia. Hermann Broch e la trilogia dei “Sonnambuli”, 1970; La poesia dadaista tedesca, 1976; Le forme del dissenso, 1987; Berlino città d’altri, 2018. Per la Biblioteca einaudiana della Pléiade ha curato l’edizione in due volumi delle poesie di  Bertolt Brecht (1999 e 2005). Ha tradotto inoltre alcuni poeti, fra cui Günter Kunert (Annuncio del tempo, 1970), Wolf Biermann (Per i miei compagni, 1976), Michael Krüger (Di notte tra gli alberi, 2002). È membro dell’ Accademia delle Scienze di Torino.




    Si ringrazia il Circolo dei lettori di Torino che ha ospitato le riprese di questa puntata.