Luca Ricci, Gioco di prestigio

Un vagabondaggio filosofico

Al centro di Gioco di prestigio, il romanzo di Luca Ricci pubblicato dalla Nave di Teseo, c'è uomo che ciondola intorno alle panchine di Castel Sant’Angelo a Roma. Qui incontra “una tizia” giovane nella quale si rispecchia e con cui da quel momento passa le sue giornate; lei lo sfida a chiedere l’elemosina come mezzo per sconfiggere la vergogna sociale. La storia del protagonista oggi si alterna a quella del suo passato: nato a Pisa, ha studiato lettere, ha immaginato un futuro da poeta, ma l’attrazione per la bottiglia lo ha distolto dalla sua vocazione. Procedendo per quadri, Ricci mette in scena un romanzo generazionale e filosofico in cui trovano spazio i temi del capitalismo, della scrittura, della religione e dell'amore.

Sto per impazzire, perché tutti gli altri intorno a noi bevono. È la tragedia della mia vita. Da una parte c'è la bottiglia e dall'altra la poesia. No, bottiglia e poesia non si possono mettere dalla stessa parte. Checché se ne dica, sono gli alcolizzati che per nobilitarsi tirano in ballo questa accoppiata. Qualunque poeta ha imparato a proprie spese che la bottiglia è nemica della poesia. Bottiglia e poesia sono una il veleno dell'altra. La bottiglia è il veleno della precisione, la poesia è il veleno della fumisteria. 

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018), Trascurate Milano (2018) e Gli estivi (2020) e I primaverili (2023), che chiude la quadrilogia delle stagioni.