Eccetto Topolino

    Un saggio racconta "Lo scontro culturale tra fascismo e fumetti"

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    Eccetto Topolino è un brillante saggio storico di Fabio Gadducci, Leonardo Gori e Sergio Lama, edito da Nicola Pesce Editore, che racconta l’avvento del fumetto americano in Italia all’inizio degli anni ‘30 e il suo straordinario successo di pubblico fino a quando nel 1938 non dovette subire la rigida censura del regime fascista in quanto, come cita Mimmo Franzinelli nella bella prefazione al volume: “storie straniere antieducative”. Tuttavia, come si può intuire proprio dal titolo, dalla mannaia xenofoba riuscì a salvarsi soltanto l’opera di Walt Disney. Ma perché Topolino fu salvato, e molti altri amatissimi eroi come Cino e Franco, Braccio di Ferro, Flash Gordon, L’Uomo Mascherato, Mandrake dovettero scomparire? Una storia editoriale e culturale che è anche quella di moltissime riviste come l’Avventuroso, che erano all’epoca il principale mezzo di pubblicazione dei fumetti, e coinvolge Benito Mussolini e Giovanni Gentile ma anche Cesare Zavattini, Antonio Rubino, Walter Molino, Guglielmo Emanuel (agente della Disney e personaggio da romanzo) e Gian Luigi Bonelli, creatore del personaggio di Tex Willer, solo per citarne alcuni. Insomma Eccetto Topolino si presenta come una lettura affascinante e coinvolgente, nonché documentatissima dal punto di vista della ricerca archivistica e storica, che tra l’altro in questa nuova edizione 2020, include nuove rivelazioni e documenti inediti e un intero capitolo sull'immediato secondo dopoguerra. Ha tutte le ragioni dunque Franzinelli sempre nella prefazione, a definire questo saggio un libro che: «resterà negli annali del fumetto italiano come l’opera che ha segnato il passaggio dall'interesse collezionistico alla ricostruzione storica».
     

    Lo scopo del nostro lavoro è stato [...] di raccontare la storia editoriale del fumetto negli anni Trenta del secolo scorso, ovvero investigare lo sviluppo del suo mercato, e capire quali legami questo abbia avuto con l’establishment politico. Capire perché, a titolo di esempio, il decreto ministeriale che alla fine di quel decennio proibisce l’importazione dei fumetti americani sia in grado di provocare un incidente diplomatico nel quale, per difendere Flash Gordon e compagni, si muove un intreccio di funzionari degno di una crisi internazionale. E dove il Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano deve chiedere spiegazioni a Dino Alfieri, titolare della Cultura Popolare, per sentirsi rispondere che l’ordine viene direttamente da Benito Mussolini. Oppure dove il londinese «The Times» dedica più articoli al tema “il regime fascista proibisce Disney!”, anche se il MinCulPop, pur confermando il bando, può precisare “eccetto Topolino!”, come secondo una – in apparenza infondata – leggenda aveva annotato il duce stesso sulla lista dei fumetti da togliere dalla circolazione. – Dall’introduzione degli autori


    Fabio Gadducci è docente presso l’Università di Pisa. Ha pubblicato Notes on the Early Decades of Italian Comic Art (Felici Editore, 2006) e dirige la rivista internazionale «SIGNs. Studies in Graphic Narratives», dedicata alla storia della narrativa per immagini dal Settecento al primo Novecento. Con Matteo Stefanelli ha curato un’antologia del «Corriere dei Piccoli» (Rizzoli, 2008) e una su Antonio Rubino (Black Velvet, 2009), con Mirko Tavosanis l’edizione italiana dei saggi di Will Eisner sulla sequential art (Rizzoli, 2010), mentre per Rizzoli/Lizard segue l’edizione dell’opera di Magnus.

    Leonardo Gori si occupa di fumetti di cui scrive su riviste specializzate dal 1973; è stato membro di Immagine e ha partecipato all’allestimento di varie edizioni di Lucca Comics e di Expocartoon. È stato fra i fondatori della rivista «Exploit Comics», edita dal GAF-Firenze. Ha collaborato alla scrittura di saggi fondamentali sulla storia del fumetto fra cui I Disney italiani (Edizioni NPE) e Romano Scarpa – Sognando la Calidornia (Pavesio, 2001). Dal 2000 affianca alla sua attività principale quella di scrittore di thriller per Hobby & Work, Rizzoli, Einaudi e altri editori, nel 2005 vince il Premio Scerbanenco e il Premio Fedeli per il suo romanzo L’angelo del fango.

    Sergio Lama, bibliofilo e collezionista, si occupa principalmente di fumetto, narrativa poliziesca, cinema di genere americano, cinema d’animazione, illustrazione. Redattore della storica rivista di studi sul cartooning «Exploit Comics», pubblica su numerose fanzine e collabora a vari saggi e cataloghi di settore. È autore di I periodici per l’infanzia (Edizioni Alberti, 2000).